{"id":3986,"date":"2023-11-28T11:01:59","date_gmt":"2023-11-28T10:01:59","guid":{"rendered":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?page_id=3986"},"modified":"2024-11-30T09:45:52","modified_gmt":"2024-11-30T08:45:52","slug":"anarchist-bookfair-2023","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?page_id=3986","title":{"rendered":"Bookfair 2024"},"content":{"rendered":"<h2>13, 14 e 15 dicembre 2024<\/h2>\n<p><a style=\"color: blue\" href=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/editoria-2024-programma-imp.pdf\">Programma completo<\/a><\/p>\n<h2>Cosa presenteremo<\/h2>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3968\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/596.jpg\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Antonio Senta<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>Pane e rivoluzione. L\u2019anarchia migrante (1870-1950)<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">El\u00e8uthera, Milano, 2024, 200 pp.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">\u00abNostra patria \u00e8 il mondo intero\u00bb non \u00e8 solo il verso di una notissima canzone anarchica ma \u00e8 anche l\u2019icastica affermazione di quell\u2019ideale cosmopolita che permea tutta la storia del movimento anarchico italiano. Una storia fatta di esilio, emigrazione forzata, frontiere violate e deportazioni, ma anche e soprattutto di una pratica quotidiana tesa a realizzare \u2013 a qualsiasi latitudine \u2013 quel mondo di liberi e uguali che \u00e8 il cuore pulsante della diaspora anarchica.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Tra il 1870 e il 1950, milioni di italiani emigrano in tutto il mondo in cerca di una vita migliore. Fra di loro, proletari tra proletari, ci sono anche molti anarchici spinti a partire per una ragione che non \u00e8 solo economica ma politica: sottrarsi a una persecuzione senza esclusione di colpi. Arrivati nei paesi di destinazione, gli anarchici della diaspora \u2013 spesso doppiamente discriminati: in quanto migranti e in quanto sovversivi \u2013 danno vita a una fitta rete transnazionale che alimenta i movimenti operai locali, pur mantenendo vivo un rapporto privilegiato con l\u2019Italia, la \u00abpatria\u00bb linguistica e culturale con cui avranno sempre stretti legami. Dall\u2019Europa alle Americhe, dal bacino mediterraneo all\u2019Australia, Senta racconta le traiettorie di vita di questi \u00abrefrattari\u00bb \u2013 e delle tante \u00abrefrattarie\u00bb \u2013 che in un mondo dilaniato dalle guerre nazionaliste non abbandoneranno mai il sogno internazionalista di una fratellanza universale. Ed \u00e8 proprio da queste storie individuali, uniche eppure straordinariamente simili, che emerge una grande storia collettiva fatta di scioperi, lotte e rivolte, ma anche di cooperative, scuole libertarie, circoli culturali, osterie e convivialit\u00e0. Pane e rivoluzione, appunto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"respiro\" style=\"clear: left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3997\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/Non-Archiviamo.png\" alt=\"frame dal filmato\" width=\"300\" height=\"424\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>Noi non archiviamo<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Proiezione del filmato<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Nel marzo 2020 le rivolte dei detenuti in risposta alle condizioni detentive rese ancora pi\u00f9 invivibili dalla scellerata gestione pandemica travolgono le carceri di tutta Italia. La repressione di quelle rivolte diventer\u00e0 la pi\u00f9 grande strage carceraria della storia repubblicana. Sedici morti, di cui nove nella Casa Circondariale \u201cSant\u2019Anna\u201d di Modena. Ma quel carcere uccideva prima e ha continuato a uccidere anche dopo l\u2019eccidio dell\u20198 marzo. \u201cNoi non archiviamo\u201d racconta la storia di Alin, Fabio e Mehdi assassinati dal Sant\u2019Anna nell\u2019indifferenza generale con cui il carcere esercita il suo diritto di uccidere, dando voce alle loro famiglie e ai solidali che da fuori lottano perch\u00e9 quelle morti non siano dimenticate e per un mondo senza galere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"Cooperazione\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/Notarnicola.png\" alt=\"Copertina libro\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Sante Notarnicola<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>Con quest\u2019anima inquieta<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Edizioni Lyriks, 2023, 190 pp.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Uscita per la prima volta nel 1979 per Edizioni Senza Galere di Torino, la raccolta <i>Con quest\u2019anima inquieta<\/i> inaugura l\u2019esordio pubblico di Sante Notarnicola come poeta. Nel mondo editoriale Notarnicola era gi\u00e0 noto: nel 1972 usc\u00ec per Feltrinelli <i>L\u2019evasione impossibile<\/i>, libro in prosa autobiografico che, per lo spessore dell\u2019analisi socio-politica e per le vicissitudini esistenziali dell\u2019autore, divenne uno dei testi fondamentali del movimento di contestazione che infiammava le piazze a partire dagli anni Settanta.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">L\u2019espressione artistica e politica d\u2019elezione di Sante resta comunque la poesia, che ha continuato a frequentare per tutta la vita: alla prima raccolta del \u201879 ne seguiranno altre, tutte ristampate nel tempo. <i>Con quest\u2019anima inquieta<\/i> \u00e8 l\u2019unica rimasta finora fuori catalogo. Le poesie in questa nuova edizione sono state comparate con le versioni manoscritte presenti nei quaderni dell\u2019Archivio Sante Notarnicola, revisionando quelle su cui l\u2019autore \u00e8 ritornato nel tempo apportandovi piccole varianti. Per alcune non \u00e8 stato possibile individuare il giorno esatto della data di composizione. Abbiamo inserito alcuni manoscritti ritrovati in una vecchia copia della prima edizione in suo possesso ricca di aggiunte, riscritture, correzioni, nuove poesie nei margini bianchi. Segni che testimoniano come per lui la poesia fosse materia viva e pulsante, soggetta a ripensamenti che il tempo gli suggeriva, in un colloquio continuo con s\u00e9 e con il mondo. Sono presenti inoltre alcune \u201cveline\u201d di poesie (alle pp. 6 e 168-169), dattiloscritte per la prima pubblicazione, che testimoniano quanto Sante non fosse un poeta solitario. I suoi versi passavano di mano in mano, da quelle recluse a quelle libere, poesie destinate a circolare anche fra le sbarre, per poi essere restituite e vissute.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Il nostro tempo \u00e8 altro rispetto a quello in cui queste poesie sono nate, mentre l\u2019intensit\u00e0 che esprimono trascende la contingenza facendo rinascere oggi il desiderio di raccoglierle ancora una volta per essere vissute da nuove mani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"Canti\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4054\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/Fronte_umano.jpeg\" alt=\"Copertina fronte umano\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Collettivo Terra e Libert\u00e0<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>Dal fronte umano. Vol. I<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Edito dal Collettivo Terra e Libert\u00e0, Rovereto, 2024, 44 pp.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">L\u2019opuscolo raccoglie i primi quattro numeri del foglio \u201cDal fronte umano\u201d.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Per sbarrare la strada alla nostra sostituzione da parte delle macchine dobbiamo sia attaccare la furia predatoria della logica tecno-mercantile, sia scarcerare dalle gabbie cibernetiche le nostre vite, la nostra sensibilit\u00e0, il modo in cui guardiamo la natura. Quando l\u2019estrattivismo punta direttamente ai corpi, alla coscienza e al linguaggio, in gioco \u00e8 la definizione stessa dell\u2019umano. Per questo abbiamo cos\u00ec bisogno di una cosmovisione altra rispetto a quella del capitalismo e della sua scienza; per questo abbiamo bisogno di collegare, idealmente e praticamente, la nostra resistenza contro i paradisi tecnologici alle rivolte che scoppiano negli inferni su cui si fondano. Alcune comunit\u00e0 indigene della Colombia, che si stanno riprendendo con la lotta le terre su cui vivere, hanno lanciato il <i>fronte umano<\/i>. Il pi\u00f9 paradossale dei fronti: quello composto dai poveri e dai disertori di tutti gli Stati e di tutte le tecnocrazie. Un fronte chiamato a realizzare il pi\u00f9 antiprogrammatico dei programmi: <i>lasciare la presa<\/i>. Su noi stessi, sui nostri simili, sugli animali, sulle piante, sulla Terra. Distruggere la distruzione dell\u2019umano, sabotando i suoi laboratori, fermando i suoi avanguardisti e smascherando i loro servitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"Canti\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4054\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/AI_guerra.jpeg\" alt=\"Copertina fronte umano\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Jacques Luzi<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>L\u2019intelligenza artificiale serve innanzitutto a fare la guerra<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Edito dal Collettivo Terra e Libert\u00e0, Rovereto, 2024, 16 pp.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Nata in ambito bellico, l\u2019IA <i>serve innanzitutto a fare la guerra<\/i>. Il Pentagono lancia esplicitamente un nuovo Progetto Manhattan per l\u2019Intelligenza Artificiale in chiave militare, mentre il partito-Stato cinese gli risponde con il MDPW (Multi-Domain Precision Warfare). Nel frattempo, in Ucraina si accelera la robotizzazione dei sistemi d\u2019arma e di comando, mentre a Gaza si compie il primo genocidio automatizzato della storia. Dalla produzione automatizzata alla finanza ad alta frequenza, dalla disseminazione di telecamere e sensori nelle citt\u00e0 all\u2019agricoltura digitale, passando per l\u2019ingegneria genetica applicata ai campi e ai corpi, quello che i complessi scientifico-militar industriali stanno conducendo \u00e8 una guerra generalizzata al vivente e a ogni forma di autonomia individuale e comunitaria. Contro l\u2019artificializzazione della vita, la terra. Contro la schiavit\u00f9 connessa, la libert\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4060\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/eRetici.jpeg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Antiautoritari di Valtellina<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b>\u201cfogli eRetici\u201d<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Quattordici numeri pubblicati tra il 2021 e il 2024.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">In un mondo in cui la comunicazione avviene ormai quasi esclusivamente tramite mezzi digitali, la scelta di pubblicare e diffondere un foglio cartaceo \u00e8 di per s\u00e9 interessante. La spinta a fermarsi e riflettere su un foglio di carta, cos\u00ec come le occasioni di confronto che possono scaturire da una distribuzione diretta, sono momenti importanti, possibilmente forieri di spunti, conoscenze e, perch\u00e9 no, nuovi percorsi di lotta.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Da alcuni anni in Valtellina viene pubblicato l\u2019aperiodico libertario \u201cfogli eRetici\u201d: la nascita e la diffusione di una pubblicazione simile su un territorio come quello valtellinese pu\u00f2 forse fornire spunti interessanti a tutti coloro che, sui propri territori, cercano costantemente di spingere a un pensiero critico, tenendo accesa la fiamma della rivolta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"Libera\" style=\"float: left\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4065\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2024\/11\/Cuore_bestia.jpg\" alt=\"Copertina Nel cuore della bestia\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/div>\n<p class=\"paragrafo\"><b>Stefano Giaccone, Marco Pandin<\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\"><b><i>Nel cuore della bestia. Storie personali nel mondo della musica bastarda<\/i><\/b><\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Seconda edizione, 2024, dopo l\u2019esaurimento della prima edita per Zero in Condotta nel 1996.<\/p>\n<p class=\"paragrafo\">Adesso che il 1984 \u00e8 acqua passata, ci si ritrova con le stesse convinzioni: che il Punk, nonostante sia finito com\u2019\u00e8 finito, non sia stato soltanto un\u2019occasione per fare un po\u2019 di casino o per stupire e scandalizzare i passanti, ma un sogno dove, a proposito e a sproposito come in tutti i sogni, si \u00e8 respirata l\u2019aria frizzante e pura dell\u2019Anarchia.<\/p>\n<div id=\"Punk\" style=\"clear: left\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13, 14 e 15 dicembre 2024 Programma completo Cosa presenteremo Antonio Senta Pane e rivoluzione. 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