{"id":2089,"date":"2012-07-01T09:14:48","date_gmt":"2012-07-01T07:14:48","guid":{"rendered":"http:\/\/underground.noblogs.org\/?p=2089"},"modified":"2012-07-23T09:16:04","modified_gmt":"2012-07-23T07:16:04","slug":"terremoto-in-emilia-considerazioni-dalla-bassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=2089","title":{"rendered":"Terremoto in Emilia: considerazioni dalla bassa"},"content":{"rendered":"<p>Rispetto al terremoto che colp\u00ec l&#8217;Aquila, la situazione emiliana \u00e8 differente in molti aspetti. Innanzi tutto a<br \/>\nlivello geografico, in quanto il territorio colpito dal sisma \u00e8 vasto, non si concentra attorno ad una sola citt\u00e0,<br \/>\nma attraverso isolate case di campagna, piccole frazioni e paesi, l&#8217;estensione dell&#8217;area interessata ha un<br \/>\ndiametro di una cinquantina di chilometri.<br \/>\nA livello temporale le scosse di forte intensit\u00e0 sono state almeno tre, distribuite in un lasso di venti giorni.<br \/>\nScosse di pi\u00f9 bassa intensit\u00e0 continuano ad oggi.<!--more--><br \/>\nQuesti fattori hanno contribuito ad ostacolare l&#8217;operato della Protezione Civile, che non \u00e8 riuscita a<br \/>\ncontrollare e regolamentare la totalit\u00e0 delle realt\u00e0 distribuite sul territorio. Un mese dopo dalle scosse le<br \/>\nistituzioni stanno ancora cercando di convogliare all&#8217;interno delle strutture della Protezione Civile le molte<br \/>\nsituazioni esterne.<br \/>\nI campi della Protezione Civile oggi permettono l&#8217;alloggio solo ai cittadini residenti nel rispettivo comune, e<br \/>\ncon la casa inagibile. Si effettuano controlli di documenti ogni volta che si entra e si esce, in alcuni campi<br \/>\nsono stati utilizzati braccialetti di identificazione, non sono ammesse visite di alcun tipo; esistono orari di<br \/>\nchiusura e di apertura; non sono ammessi assembramenti; non si pu\u00f2 bere alcolici. Non sono ammessi<br \/>\nanimali, i cani spediti ai canili, ormai sovraffollati, oppure spesso abbandonati nei giardini delle case lasciate<br \/>\nvuote. I campi sono recintati e piantonati da forze dell&#8217;ordine.<br \/>\nIngente \u00e8 la presenza di forze dell&#8217;ordine: municipale, carabinieri, polizia, finanza, militari, pompieri e<br \/>\nguardie giurate, che pattugliano costantemente le strade dei paesi mezzi deserti, le zone rosse, le fabbriche<br \/>\nancora piene di merci.<br \/>\nTra le soluzioni istituzionali alternative all&#8217;uso dei campi della Protezione Civile c&#8217;\u00e8 l&#8217;alloggio in alberghi<br \/>\nnella provincia di Modena, in Romagna sulla costa ed anche in altre regioni. Ovviamente questo tipo di<br \/>\nsoluzione \u00e8 impraticabile per chi ancora lavora in zona a cui son proposte soluzioni lontane.<br \/>\nPer i molti migranti sono scattati aiuti al ritorno volontario: le ambasciate di Marocco e Tunisia hanno<br \/>\nfinanziato completamente il volo di rientro nei paesi di origine; ma anche quando non stati stanziati<br \/>\nfinanziamenti, la soluzione di rispedire a casa almeno donne e bambini (vista anche la contingenza della fine<br \/>\ndell&#8217;anno scolastico) si \u00e8 rivelata ai nostri occhi la scelta primaria di molti dei migranti che abbiamo<br \/>\nincontrato.<br \/>\nTanta gente ha poi trovato soluzioni personali presso amici, parenti, o seconde case.<br \/>\nMolta gente \u00e8 accampata nei giardini adiacenti le case, in spazi collegabili a impianti sportivi, polisportive o<br \/>\ncircoli di vario tipo, e infine in gran parte dei parchi.<br \/>\nQueste situazioni sono accomunate dal fatto di non ricevere aiuto alcuno da parte delle istituzioni. I soli aiuti<br \/>\npervenuti sono da parte di volontari di vario tipo. Queste situazioni hanno da subito ricevuto l&#8217;attenzione<br \/>\ndegli sbirri perch\u00e9 non rientrano in situazioni previste e direttamente gestite dalle autorit\u00e0. Inizialmente<br \/>\ndisincentivando a restare facendo leva sull&#8217;esclusione dal circuito degli aiuti, o col portare via strutture di<br \/>\nvario tipo eventualmente utili al vivere collettivo.<br \/>\nNei parchi in particolare non si sono mai interrotti i pattugliamenti sia notturni che diurni. Quando poi sono<br \/>\nstati decretate le ordinanze di sgombero, la polizia ha iniziato ha fare leva sulle paure della gente (igiene,<br \/>\nepidemie, pericolo fughe di gas, tossici nei parchi). Gli sgomberi non sono ancora operativi, ma comincia col<br \/>\nripristinare l&#8217;applicazione del rispetto delle norme comuni vigenti riguardo il verde cittadino ( spostare le<br \/>\nmacchine dall&#8217;interno dei parchi, cucinare in zone ignifughe). Si cominciano a distinguere sfollati di serie A e<br \/>\ndi serie B, i primi con maggior legittimit\u00e0, con la casa inagibile, i secondi senza diritto alcuno, perch\u00e9 spinti<br \/>\nfuori casa soprattutto dalla paura.<br \/>\nNelle situazioni pi\u00f9 piccole, magari in campagna, il senso di comunit\u00e0 \u00e8 emerso in modo pi\u00f9 spontaneo e<br \/>\nsemplice. In questi contesti la solidariet\u00e0 reciproca e la volont\u00e0 di affrontare insieme la \u201ccatastrofe\u201d hanno<br \/>\nfatto sorgere immediatamente dinamiche di auto-organizzazione impermeabili alle minacce delle autorit\u00e0 e<br \/>\nche stanno quindi riuscendo a conservarsi nel tempo.<br \/>\nNei parchi cittadini le situazioni cambiano a seconda del tipo di quartiere e di vita che c&#8217;era.<br \/>\nNegli accampamenti spontanei sorti nei parchi, spesso la gente non aveva i materiali neppure per mangiare e<br \/>\nlavarsi, per potere quindi continuare a vivere in tale condizione nel tempo senza doversi piegare agli<br \/>\nincessanti inviti a trasferirsi nei campi autorizzati.<br \/>\nIn queste situazioni abbiamo notato che dove preesistevano relazioni tra le persone che abitavano lo stesso<br \/>\nquartiere, un senso di solidariet\u00e0, aiuto reciproco e comunit\u00e0 ha potuto emergere. Dove invece regnava il tipo<br \/>\ndi vita standard in contesti urbani di isolamento, la condizione di ignorare il proprio vicino si \u00e8 perpetuata<br \/>\nanche attraverso la catastrofe.<br \/>\nEpisodi che fanno emergere questo atteggiamento sono evidenti in primo luogo quando si portano degli aiuti.<br \/>\nSe da una parte c&#8217;\u00e8 chi prende solo ci\u00f2 di cui ha bisogno, dall&#8217;altra parte si cerca di accumulare e nascondere<br \/>\nnella propria tenda quanta pi\u00f9 roba si riesce.<br \/>\nLaddove la gente \u00e8 riuscita a relazionarsi con ottica collettiva \u00e8 riuscita a risolvere la questione del mangiare,<br \/>\noppure anche ad ottenere docce e bagni.<br \/>\nDove non sono cresciuti percorsi collettivi la condizione di sfollato \u00e8 aggravata dall&#8217;isolamento, che implica<br \/>\nun rapporto di forza nullo per ottenere qualsiasi cosa, fino alla impossibilit\u00e0 di mantenere la propria auto<br \/>\nsotto l&#8217;ombra dell&#8217;albero vicino alla tenda.<br \/>\nNel frattempo stiamo provando a creare un punto informativo dove chi vorr\u00e0 potr\u00e0 venire a scambiare<br \/>\nopinioni, trovare materiale sul sisma ma non solo, compresa una mappa dei campi che possa agevolare la<br \/>\ncomunicazione tra gli sfollati stessi, nonch\u00e9 l&#8217;eventuale intervento di compagni.<br \/>\nScopriamo da internet la presenza di CasaPound nelle vesti dell&#8217;associazione La Salamandra, gruppo di<br \/>\nprotezione civile, attivo attualmente nel comune di Bondeno, nel ferrarese, presso le localit\u00e0 Pilastri e<br \/>\nScortichino.<br \/>\nCi \u00e8 capitato invece di incontrare sul territorio le Brigate di Solidariet\u00e0 Attiva, autodefinitesi comunisti,<br \/>\nanarchici, ultras, rifondazione etc&#8230; questi soggetti vagavano per i campi promettendo aiuti di vario genere<br \/>\nmentre svolgono l&#8217;attivit\u00e0 di censimento della popolazione dei campi spontanei, per conto del comune di<br \/>\nCarpi. Quando questo tipo di insediamento \u00e8 sotto rischio sgombero, questo tipo di attivit\u00e0 per il Comune va<br \/>\nincontro unicamente alle esigenze delle forze dell&#8217;ordine.<br \/>\nIn queste settimane passate tra i campi abbiamo incontrato persone che non hanno pi\u00f9 fiducia n\u00e9 aspettativa<br \/>\nnello Stato e nei suoi apparati, con cui \u00e8 stato possibile condividere momenti interessanti da cui potrebbero<br \/>\nscaturire delle prospettive di lotta concrete. Questo ci ha incentivati a fornire gli strumenti a chi non vuole<br \/>\nentrare negli schemi della gestione dell&#8217;emergenza imposti dall&#8217;alto, per potere continuare a farlo. Avere la<br \/>\npossibilit\u00e0 di cucinarsi un pasto caldo e condividerlo con il resto del campo, potere autogestirsi almeno le<br \/>\nesigenze primarie.<br \/>\nFornire gli strumenti per auto-organizzarsi e rendersi autonomi dallo Stato si differenzia da un<br \/>\nassistenzialismo caritatevole.<br \/>\nTuttavia, questo non vuol dire che autogestione e condivisione siano praticati, e i loro strumenti non<br \/>\nfiniscano ignorati, senza che le persone riescano a farseli propri.<br \/>\nInfatti, se l&#8217;auto-organizzazione resta un passo fondamentale nel processo di liberazione di un individuo<br \/>\ndall&#8217;ottica imposta dallo Stato, e quindi ai nostri occhi era apparso un passo primario perch\u00e9 gli individui<br \/>\ncolpiti dal sisma e incazzati iniziassero a conoscersi ed organizzarsi; ci\u00f2 nonostante \u00e8 un percorso che<br \/>\nimplica tempo e una certa formazione, che si costruisce poi nella pratica e nell&#8217;esperienza. Forse, come<br \/>\ncompagni, avremmo dovuto, e potremmo ancora, cercare di affiancare a questo percorso inevitabilmente<br \/>\nlungo, spunti di riflessione pi\u00f9 concreti sulla maniera di intervento sull&#8217;esistente. Parlare di riappropriazione<br \/>\nindividuale e collettiva di ci\u00f2 di cui si ha bisogno: smettere di aspettare che arrivino aiuti dall&#8217;alto, o anche<br \/>\ndal basso, e andarsi a prendere ci\u00f2 di cui si ha bisogno. Questo discorso che va ben oltre il tempo della<br \/>\ncatastrofe, pu\u00f2 trovare terreno fertile in un contesto in cui la rabbia \u00e8 forte, la necessit\u00e0 impellente, e lo Stato<br \/>\npresente solo con il solito squallore autoritario.<br \/>\nCome continuare a muoversi attraverso un percorso districato di questo tipo resta per noi una questione<br \/>\naperta.<br \/>\nAlcuni sfollati e solidali<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispetto al terremoto che colp\u00ec l&#8217;Aquila, la situazione emiliana \u00e8 differente in molti aspetti. 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