{"id":2327,"date":"2013-01-22T13:33:33","date_gmt":"2013-01-22T12:33:33","guid":{"rendered":"http:\/\/underground.noblogs.org\/?p=2327"},"modified":"2013-02-12T14:44:45","modified_gmt":"2013-02-12T13:44:45","slug":"guerra-e-accoglienza-due-aspetti-dello-stesso-business","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=2327","title":{"rendered":"Guerra e accoglienza. Due aspetti dello stesso business"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/post\/2013\/01\/22\/guerra-e-accoglienza-due-aspetti-dello-stesso-business\/latuffmali\/\" rel=\"attachment wp-att-2328\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-2328\" alt=\"latuffmali\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2013\/01\/latuffmali.jpg\" width=\"178\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2013\/01\/latuffmali.jpg 836w, https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2013\/01\/latuffmali-300x226.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 178px) 100vw, 178px\" \/><\/a>Il 16 gennaio 2013, i ministri degli esteri e della difesa italiani hanno pubblicamente sancito un&#8217;alleanza bellica con la Francia, nell&#8217;intervento militare contro uno degli stati pi\u00f9 poveri e dissanguati del pianeta, il Mali. Obiettivo: opporsi all&#8217;autonomia di quella regione, spacciata per l\u2019ennesima invasione del terrorismo islamico, per non incrinare l&#8217;approvvigionamento energetico francese ed\u00a0 il controllo delle risorse naturali del territorio, in primis l&#8217;uranio.<!--more--><br \/>\nConcretamente, l&#8217;intervento italiano si caratterizzer\u00e0 in collegamenti aerei, rifornimenti in volo e probabilmente fornendo i propri droni &#8216;predator&#8217;.<br \/>\nSi potrebbe sostenere che si \u00e8 in clima da campagna elettorale, ma evidentemente riguardo alla guerra non \u00e8 cos\u00ec. Che siano volti nuovi o cariatidi, mafiosi o tecnici, la guerra sembra sempre una priorit\u00e0 per\u00a0 tutti i governi e le classi dirigenti. Un solido investimento per il\u00a0 futuro, dal sapore sempre uguale: metallico, come quello del sangue. La solita pietanza, servita con i pi\u00f9 diversi edulcoranti. Linguaggi tecnici, immagini faziose, nemici sempre pi\u00f9 sfuggenti, tutto per nascondere il minimo comun denominatore di ogni governo e della sua politica: il sistema guerra.<br \/>\nL&#8217;Europa sembra non aver altro da proporre in materia di politica estera. Fuoco fuori dai confini e polizia all&#8217;interno. Ci\u00f2 che si\u00a0 dimentica facilmente per\u00f2, \u00e8 che dove c&#8217;\u00e8, o c&#8217;\u00e8 stata guerra, la gente\u00a0 fugge per lasciarsi alle spalle la disperazione.<br \/>\nEcco che allora, proprio perch\u00e8 da massa anonima per telegiornali di regime, i popoli in fuga si impongono agli occhi degli occidentali con i propri volti, il linguaggio delle armi deve lasciar campo libero a nuovi spazi di visibilit\u00e0 ed intelliggibilit\u00e0. Sar\u00e0 cos\u00ec il diritto umanitario a definire i confini della loro identit\u00e0 e del loro status, per condurli verso una nuova spersonalizzazione. Piuttosto che il diritto penale a mettere definitivamente i sigilli alla loro libert\u00e0.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima settimana di dicembre a Bergamo e a Gromo, i profughi\u00a0 giunti in Italia dopo l&#8217;ultimo intervento militare della Nato in Libia, ospitati da pi\u00f9 di un anno in strutture d&#8217;accoglienza, hanno protestato contro il regime a loro imposto e contro le limitazioni alla libert\u00e0 di movimento. Lo hanno fatto sottraendosi a quello stato d&#8217;eccezione, teorizzato dalle politiche nazionali e comunitarie in tema di immigrazione e realizzato dal privato sociale. Lo hanno fatto opponendo a una situazione di semidetenzione, sapientemente amministrata dagli enti caritatevoli e legittimata dalla retorica cattolica, progetti di vita concreti, partendo dalla ricerca di un lavoro pi\u00f9 o meno stabile.<br \/>\nLo hanno fatto chiedendo un contributo in denaro alla Caritas (che riceve dallo stato 1300 euro al mese per ogni profugo ospitato), la quale, sorda a tale richiesta, sarebbe per\u00f2 disposta a coprire interamente le spese di viaggio per i rifugiati disposti a tornare in Libia.<br \/>\nCi\u00f2 che pu\u00f2 sembrare un gesto insolente verso chi si fregia di democraticit\u00e0 e umanitarismo, in realt\u00e0 svela tutto lo zozzume delle politiche internazionali e crea un cortocircuito nella rete di leggittimazione che la guerra (interna ed esterna) tesse intorno a s\u00e9.<br \/>\nCi\u00f2 che i giornali hanno restituito \u00e8 una chiara mistificazione di quello che la lotta dei migranti esprime: il fallimento delle politiche estere della fortezza Europa, degli accordi internazionali sull&#8217;immigrazione e il lato parassitario dell&#8217;umanitarismo.<\/p>\n<p>Per gettare la sabbia negli ingranaggi della guerra, occorre agire soprattutto nei suoi aspetti pi\u00f9 capillari. Organizzare mobilitazioni oceaniche e mediatiche pu\u00f2 servire ad accrescere la consapevolezza e l&#8217;attivismo, ma elude gli aspetti pi\u00f9 concreti e plurali del sistema guerra.<br \/>\nPertanto, ci sentiamo di dire che alle prossime elezioni (come del resto a tutte) l&#8217;unico gesto contro la guerra che ciascuno\/a di noi pu\u00f2 fare \u00e8 disertare le urne, evitando cos\u00ec di legittimare, con il proprio voto, un sistema di governo che, indipendentemente dagli orientamenti politici espressi, ha nelle guerra uno dei propri pilastri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2013\/02\/guerra-e-accoglienza.pdf\">Scarica il pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 gennaio 2013, i ministri degli esteri e della difesa italiani hanno pubblicamente sancito un&#8217;alleanza bellica con la Francia, nell&#8217;intervento militare contro uno degli stati pi\u00f9 poveri e dissanguati del pianeta, il Mali. 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