{"id":3324,"date":"2017-04-01T15:42:06","date_gmt":"2017-04-01T13:42:06","guid":{"rendered":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=3324"},"modified":"2017-04-02T17:49:01","modified_gmt":"2017-04-02T15:49:01","slug":"i-volontari-bergamaschi-nella-guerra-civile-spagnola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=3324","title":{"rendered":"I volontari bergamaschi nella guerra civile spagnola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2017\/04\/Immagine_spagna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3323\" src=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2017\/04\/Immagine_spagna-213x300.jpg\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2017\/04\/Immagine_spagna-213x300.jpg 213w, https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2017\/04\/Immagine_spagna-768x1083.jpg 768w, https:\/\/underground.noblogs.org\/files\/2017\/04\/Immagine_spagna-726x1024.jpg 726w\" sizes=\"auto, (max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a>Presentiamo una novit\u00e0 editoriale edita dal &#8220;Centro Studi Pier Carlo Masini&#8221; e disponibile presso la nostra sede in Via Ponchia, 8 a Bergamo (q.re Monterosso):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Spagna 1936 -1939: volontari bergamaschi nella guerra civile spagnola e aneddoti di antifascismo nella bergmasca. Schedati dalla R. Questura di Bergamo.<\/strong><\/p>\n<p>Formato A4, pp. 222, \u20ac 15,00<\/p>\n<p><em>Riportiamo alcuni brani dall&#8217;introduzione:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa ricerca si focalizza sulla guerra civile spagnola, con riferimenti ad episodi di antifascismo nel quotidiano, a partire dalle storie di vita di persone che in vari modi manifestarono le loro avversit\u00e0 al fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli episodi ricostruiti si sono svolti sia nella provincia di Bergamo che in altre; in entrambi i casi, comunque, le persone furono schedate dalla Regia Questura di Bergamo o segnalate da altre questure (bergamaschi sparsi per l\u2019Italia e all&#8217;estero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019elenco sono anche raccolte le storie di miliziani combattenti nella guerra civile spagnola, nati nella provincia di Bergamo o nati all\u2019estero ma con origini bergamasche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La maggior parte dei documenti sono stati rinvenuti nell&#8217;Archivio Centrale di Stato di Bergamo e nell\u2019 Archivio Centrale di Stato di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non tutti quelli che si trovavano all\u2019estero o quelli che erano rimasti in Italia, andarono a combattere contro il franchismo in Spagna, ma in qualche modo aiutarono e organizzarono momenti di solidariet\u00e0, con raccolta fondi, allestendo luoghi dove aiutavano gli antifascisti che volevano attraversare il con\ufb01ne per andare a combattere in Spagna. Anche nella provincia di Bergamo vi furono diversi casi di persone che, manifestando contro la politica internazionale del fascismo o solidarizzando con quanto succedeva in Spagna, furono dif\ufb01dati, ammoniti o mandati al confino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con la revisione della posta dall\u2019estero diretta ai parenti, molte lettere inviate a Bergamo e provincia, dai vari Stati, venivano intercettate dalla polizia fascista; dove i contenuti di tali lettere contenevano riferimenti alla situazione spagnola, il mittente veniva schedato come comunista da arrestare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella bergamasca nonostante il controllo sulle notizie spagnole, furono parecchi i casi di \u00a0denunciati dalla R. Questura, che ascoltavano radio Barcellona, come Bressanini che trovatosi ricoverato in ospedale ascoltava sotto le coperte, le notizie provenienti dalla Spagna repubblicana: scoperto, fu\u00a0diffidato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel dopolavoro di Covo, sede del fascio locale, gli esercenti facevano ascoltare le notizie da radio Mosca e da radio Barcellona per creare discussione tra gli avventori: furono mandati al con\ufb01no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spesso nelle osterie avvenivano anche discussioni sulla Spagna e in base alle dichiarazioni o alla presenza di qualche spione fascista, gli avventori venivano di\ufb02\u00ecdati, ammoniti o mandati al confino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche nei posti di lavoro si parlava e si discuteva dei fatti spagnoli. Lavelli, comunista, nello stabilimento\u00a0della Zop\ufb01 ebbe a pronunciare frasi offensive all\u2019indirizzo del Capo del governo e contro il fascismo e con parole di esaltazione per l\u2019anarchico Schirru, incitando all\u2019odio di classe gli operai: veniva di\ufb02\u00ecdato e mandato &#8220;volontario&#8221; nella Spagna nazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nello stabilimento della Montecatini l\u2019operaio Pisoni aveva detto \u201cche abbiamo un governo prepotente, un\u00a0duce che fa schifo; i fascisti credono di diventare i padroni del mondo, invece vedremo che presto dovranno fare i conti con noi; tutte le notizie riportate dai giornali italiani sulle atrocit\u00e0 e barbarie dei rossi in Spagna\u00a0sono false. Desidero che presto avvenga in Italia quanto sta succedendo in Spagna\u201d. Viene mandato al confino per 5 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rottoli, impiegato a Milano, arrestato perch\u00e9 faceva parte di una cellula di \ufb01ancheggiatori di espatri clandestini per la Spagna, e che, con il gruppo erano dediti all\u2019acquisto di apparecchi radio ad onde corte, vennne\u00a0mandato al confino, dove mor\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andrea Rota, ex legionario combattente e decorato in Spagna, ubriaco, gridava in una via di Bergamo \u201cviva il comunismo, io sono comunista, viva la Russia, viva i rossi , abbasso la Spagna\u201d: venne schedato e dif\ufb01dato. Aveva anche dichiarato all&#8217;Eco di Bergamo: \u201cfu una brutta e amara esperienza perch\u00e9 mi trovavo a combattere contro italiani, ricordo con dolore quel ricordo.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Enorme fu la macchinazione propagandista messa in piedi dopo lo scoppio della guerra civile spagnola per\u00a0appoggiare la causa degli insorti nazionalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">(&#8230;) Nel febbraio del 1936 l\u2019attenzione del giornale (L\u2019Eco di Bergamo) \u00e8 posta sull\u2019impresa in Etiopia, solo\u00a0brevi cenni parlano delle elezioni spagnole che danno una vittoria alle sinistre, (&#8230;) si parla dell\u2019incapacit\u00e0\u00a0della borghesia di dare una giusta direzione alla politica spagnola, la vittoria della sinistra \u00e8 avvertita come\u00a0un pericolo e l\u2019amnistia a favore degli anarchici e sovversivi che seminano odio ne \u00e8 un chiaro monito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 20\u00a0luglio il quotidiano apre la sua edizione con la notizia dell\u2019insurrezione spagnola; un piccolo tra\ufb01letto in\u00a0prima pagina parla delle esecuzioni di massa compiute dagli insorti, che passano per le armi tutti gli uf\ufb01ciali\u00a0e borghesi rimasti fedeli al governo legittimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 24 luglio l\u2019Eco di Bergamo inizia a parlare di sollevazione anticomunista e di efferate manifestazioni antireligiose. Il 25 luglio si parla di unit\u00e0 di guerra italiane, inviate in aiuto dei connazionali presenti in Spagna. Appare inoltre la notizia del trasporto delle unit\u00e0 marocchine di Franco sulla penisola iberica, evitando di\u00a0riportare i dettagli sull&#8217;operazione e sulla nazionalit\u00e0 degli aeroplani utilizzati. In agosto dopo le prime concitate fasi dell\u2019insurrezione, la presa di posizione del quotidiano bergamasco sembra ormai delineata. \u201cMosca\u00a0sparge nel mondo i semi della guerra civile, condanna numerosi episodi di efferata crudelt\u00e0 dei rossi contro i civili, militari, religiosi.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le notizie di stragi si ripetono nei giorni successivi e si arricchiscono sempre di nuovi e macabri particolari che sembrano appositamente studiati per provocare la massima indignazione nell\u2019opinione pubblica<br \/>\nbergamasca. L\u2019Eco di Bergamo per tutto il 1936 da ampio spazio alle notizie provenienti dalla Spagna, aumentando con il passare delle settimane la propaganda in favore della causa nazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il quotidiano bergamasco sta ben attento a non far trapelare notizie sull\u2019esistenza di reparti dell\u2019esercito italiano a \ufb01anco dei nazionalisti, nella settimana in cui a livello internazionale si sta delineando la linea del Non Intervento, alla quale lavorano diplomazie di tutto il mondo. Si parla di nazionalisti nella lotta per la conquista di Malaga evitando qualsiasi accenno ai soldati italiani del CTV. Quando nel marzo del 1937 i legionari italiani si vedono battuti e costretti alla ritirata per l&#8217;energica azione dei propri connazionali antifascisti del Battaglione Garibaldi, a Guadalajara, cala un misterioso silenzio sulle notizie provenienti dalla Spagna. L&#8217;imbarazzo \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente quando i giornali spagnoli riportano le allarmanti notizie della presenza di soldati regolari del regio esercito che combattono con Franco, e riportano testimonianze di soldati italiani catturati, che confessano di essere stati portati con l\u2019inganno a combattere in Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dino Moretti l\u2019unico volontario che \u00e8 partito da Bergamo, che accolse l\u2019appello dell&#8217;antifascismo internazionale per arruolarsi nelle Brigate Internazionali, ricorda, \u201ccome Bergamo fosse immersa in un totale disinteresse verso la politica. Non vi era una adesione piena verso il fascismo, ma mancava una maturazione ideologica\u00a0dovuta alla mancanza di informazione e all\u2019assenza di documentazione che non fosse quella del regime.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda l&#8217;emigrazione bergamasca, tutte le organizzazioni sindacali e politiche progressiste d\u2019Europa e di molti altri Stati extraeuropei a partire dalla \ufb01ne del 1936, concentrarono i loro sforzi nelfappoggio alla causa repubblicana, informando sugli avvenimenti della guerra civile, dando voce a rappresentanti politici e volontari che stavano combattendo in Spagna e in alcuni casi svolgendo anche opera di reclutamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spesso, conferenze, comizi, feste popolari divenivano l&#8217;occasione per avvicinare coloro che volevano arruolarsi nelle Brigate Internazionali. Molti degli immigrati bergamaschi parteciparono a questi incontri e a queste feste organizzate dai gruppi della emigrazione italiana, che erano momenti di incontro e di svago, ma anche\u00a0un importante mezzo di propaganda e di sviluppo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per ricreare il contesto politico sulla spagna del 1936, 1939, nel libro sono stati aggiunti degli articoli che ricostruiscono le fasi pi\u00f9 salienti della guerra civile spagnola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentiamo una novit\u00e0 editoriale edita dal &#8220;Centro Studi Pier Carlo Masini&#8221; e disponibile presso la nostra sede in Via Ponchia, 8 a Bergamo (q.re Monterosso): Spagna 1936 -1939: volontari bergamaschi nella guerra civile spagnola e aneddoti di antifascismo nella bergmasca. Schedati dalla R. Questura di Bergamo. 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