{"id":3649,"date":"2020-03-26T08:25:08","date_gmt":"2020-03-26T07:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=3649"},"modified":"2020-03-26T08:30:49","modified_gmt":"2020-03-26T07:30:49","slug":"epidemia-strage-di-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=3649","title":{"rendered":"Epidemia? Strage di stato!"},"content":{"rendered":"<p><em>Volentieri diffondiamo il testo elaborato dalla Federazione Anarchica Torinese che ci sembra una lucida analisi della situazione attuale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a7<\/p>\n<p>I carri funebri sono in fila di fronte al cimitero di Bergamo. Quest\u2019immagine, pi\u00f9 di tante altre, ci mostra in tutta la sua crudezza la realt\u00e0. Non si pu\u00f2 neppure lasciare un fiore. Non li hanno neppure potuti accompagnare verso la fine. Sono morti soli, lucidi, affogando lentamente.<\/p>\n<p>Dalle finestre, ad ore stabilite, la gente grida, canta, batte le stoviglie e si riunisce in uno spirito nazionalista evocato da politici e media. \u201cTutto andr\u00e0 bene. Ce la faremo\u201d.<\/p>\n<p>Il governo con editti che si sono susseguiti a ritmo frenetico ha sospeso il dibattito, persino il flebile confronto democratico, persino il rito esausto della democrazia rappresentativa e ci ha arruolati tutti. Chi non obbedisce \u00e8 un untore, un criminale, un folle.<\/p>\n<p>Intendiamoci. Ciascuno di noi \u00e8 responsabile dei propri atti. Noi anarchici lo sappiamo bene: per noi la responsabilit\u00e0 individuale del proprio agire \u00e8 il perno di una societ\u00e0 di liber* ed eguali.<\/p>\n<p>Avere cura dei pi\u00f9 deboli, degli anziani, di chi, pi\u00f9 degli altri, rischia la vita \u00e8 un dovere che sentiamo con grande forza. Sempre. Oggi pi\u00f9 che mai.<\/p>\n<p>Un dovere altrettanto forte \u00e8 quello di dire la verit\u00e0, quella verit\u00e0, che chiusi nelle case di fronte alla TV, non filtra mai. Eppure \u00e8, in buona parte, sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Chi cerca una verit\u00e0 nascosta, un oscuro complotto ordito dal proprio cattivo preferito, chiude gli occhi di fronte alla realt\u00e0, perch\u00e9 chi li apre si batte per cambiare un ordine del mondo ingiusto, violento, liberticida, assassino.<\/p>\n<p>Ogni giorno, anche oggi, mentre la gente si ammala e muore, il governo italiano spreca 70 milioni di euro in spese militari. Con i 70 milioni spesi in uno solo dei 366 giorni di quest\u2019anno bisestile si potrebbero costruire ed attrezzare sei nuovi <a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=ospedali\">ospedali<\/a> e resterebbe qualche spicciolo per mascherine, laboratori analisi, tamponi per fare un vero screening. Un respiratore costa 4.000 mila euro. Quindi si potrebbero comprare 17.500 respiratori al giorno: molti di pi\u00f9 di quelli che servirebbero ora.<\/p>\n<p>In questi anni tutti i governi che si sono succeduti hanno tagliato costantemente la spesa per la <a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=sanita\">sanit\u00e0<\/a>, per la prevenzione, per la vita di noi tutti. Lo scorso anno, secondo le statistiche, per la prima volta le aspettative di vita si sono ridotte. Tanti non hanno i soldi per pagare le medicine, i ticket per le visite e le prestazioni specialistiche, perch\u00e9 devono pagare il fitto, il cibo, i trasporti.<\/p>\n<p>Hanno chiuso i piccoli ospedali, ridotto il numero di medici e infermieri, tagliato i posti letto, obbligato i lavoratori della sanit\u00e0 a fare straordinari, per sopperire ai tanti buchi.<\/p>\n<p>Oggi, con l\u2019<a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=epidemia\">epidemia<\/a>, non ci sono pi\u00f9 code agli sportelli, non ci sono pi\u00f9 liste di attesa di mesi ed anni per un\u2019indagine diagnostica: hanno cancellato le visite e gli esami. Li faremo quando passer\u00e0 l\u2019<a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=epidemia\">epidemia<\/a>. Quanta gente si ammaler\u00e0 e morir\u00e0 di tumori diagnosticabili e curabili, quanta gente vedr\u00e0 peggiorare le proprie patologie perch\u00e9 hanno messo in quarantena quello che restava della sanit\u00e0 pubblica? Intanto le cliniche e gli ambulatori privati fanno qualche mossa pubblicitaria e moltiplicano gli affari, perch\u00e9 i ricchi non restano mai senza cure.<\/p>\n<p>Per questo il governo ci vuole ai balconi a cantare: \u201cSiam pronti alla morte. L\u2019Italia chiam\u00f2\u201d. Ci vogliono zitti e ubbidienti come bravi soldati, carne da macello, sacrificabile. Dopo, chi resta sar\u00e0 immune e pi\u00f9 forte. Sino alla prossima pandemia.<\/p>\n<p>Per questo dai nostri balconi, sui muri delle citt\u00e0, nelle code per la spesa, diciamo a voce alta, nonostante la mascherina, che siamo di fronte ad una strage di Stato. Quanti morti si sarebbero potuti evitare se i governi di questi anni avessero fatto scelte di tutela della nostra salute?<\/p>\n<p>Non si \u00e8 trattato di un errore ma di una scelta criminale.<\/p>\n<p>Gli infettivologi negli anni hanno avvertito del rischio che correvamo, che una pandemia grave era possibile. Sono rimaste voci nel deserto.<\/p>\n<p>La logica del profitto non consente cedimenti. Quando tutto sar\u00e0 finito le industrie farmaceutiche che non investono in prevenzione faranno affari. Lucreranno con i medicinali scoperti dai tanti ricercatori che lavorano per la comunit\u00e0 e non per arricchire chi \u00e8 gi\u00e0 ricco.<\/p>\n<p>Ci avevano abituati a credere di essere immuni alle pestilenze che affliggono i poveri, quelli che non hanno mezzi per difendersi, quelli che non hanno neppure accesso all\u2019acqua potabile. Dengue, ebola, malaria, tubercolosi erano le malattie dei poveri, delle popolazioni \u201carretrate\u201d, \u201csottosviluppate\u201d.<\/p>\n<p>Poi, un giorno, il virus si \u00e8 imbarcato in business class e ha raggiunto il cuore economico dell\u2019Italia. E niente \u00e8 pi\u00f9 stato come prima.<\/p>\n<p>Non subito per\u00f2. Media, esperti, governo ci hanno raccontato che la malattia uccide solo gli anziani, i malati, quelli che hanno anche altre patologie. Niente di nuovo. \u00c8 un fatto normale: non serve una laurea in medicina per saperlo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec tutti gli altri hanno pensato che alla peggio avrebbero fatto un\u2019influenza in pi\u00f9. Quest\u2019informazione criminale ha riempito le piazze, gli aperitivi, le feste. Non per questo viene meno la responsabilit\u00e0 individuale, che passa anche dalla capacit\u00e0 di informarsi e capire, ma toglie un pizzico di quell\u2019aura di santit\u00e0 che il governo sta cercando di indossare, per uscire indenne dalla crisi. E chiss\u00e0? Magari anche pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Ci raccontano che la nostra casa \u00e8 l\u2019unico posto sicuro. Non \u00e8 vero. I lavoratori che ogni giorno devono uscire per andare in fabbrica, senza nessuna vera protezione, nonostante i contentini offerti da Confindustria ai sindacati di stato, tornano ogni giorno a casa. L\u00ec ci sono parenti anziani, bambini, persone deboli.<\/p>\n<p>Solo una piccola parte di chi esce per fare la spesa o prendere un po\u2019 d\u2019aria ha delle protezioni: maschere, guanti, disinfettanti non sono disponibili neppure negli ospedali.<\/p>\n<p>Il governo sostiene che le protezioni non servono se si \u00e8 sani: \u00e8 una menzogna. Quello che ci dicono sulla diffusione del virus lo smentisce in modo chiaro. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: a due mesi dall\u2019inizio dell\u2019epidemia in Italia il governo non ha acquistato e distribuito le protezioni indispensabili per bloccare la diffusione della malattia.<\/p>\n<p>Costano troppo. In Piemonte i medici di base parlano al telefono alle persone che hanno la febbre, la tosse, il mal di gola, invitandoli a prendere antipiretici e a restare a casa per cinque giorni. Se peggiorano andranno poi in ospedale. A nessuno viene fatto il tampone. Chi vive con questi malati si trova in trappola: non pu\u00f2 lasciare solo chi soffre ed ha bisogno di assistenza, ma rischia di contagiarsi a sua volta se l\u2019affezione respiratoria fosse dovuta a <a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=coronavirus\">coronavirus<\/a>. Quanti si sono infettati senza saperlo e hanno poi diffuso la malattia ad altri, uscendo senza protezioni?<\/p>\n<p>Gli arresti domiciliari non ci salveranno dall\u2019epidemia. Possono contribuire a rallentare la diffusione del virus, non a fermarla.<\/p>\n<p>L\u2019epidemia diventa occasione per imporre condizioni di lavoro che consentono alle aziende di spendere meno e guadagnare di pi\u00f9. Gli editti di Conte hanno previsto lo smart working ovunque fosse possibile. Le aziende ne approfittano per imporlo ai propri dipendenti. Si sta a casa e si lavora via internet. Il telelavoro \u00e8 regolato da una legge del 2017 che prevede che le aziende possano proporlo ma non imporlo ai dipendenti. Dovrebbe quindi essere soggetto a un accordo che dia ai lavoratori garanzie su orario, forme di controllo, diritto alla copertura delle spese di connessione, copertura in caso di infortunio. Oggi, dopo il decreto emanato dal governo Conte per fronteggiare l\u2019epidemia di Covid 19, le aziende possono obbligare allo smart working senza accordi n\u00e9 garanzie per i lavoratori, che devono anche essere grati per la possibilit\u00e0 di stare in casa. L\u2019epidemia diventa quindi pretesto per l\u2019imposizione senza resistenze di nuove forme di sfruttamento.<\/p>\n<p>Per i lavoratori normati si prevedono cassa integrazione e fondi integrativi; per i precari, le partite IVA e i parasubordinati non ci saranno coperture, tranne qualche briciola. Chi non lavora non ha alcun reddito.<\/p>\n<p>Chi osa criticare, chi osa raccontare verit\u00e0 scomode, viene minacciato, represso, messo a tacere.<\/p>\n<p>Nessun media mainstream ha ripreso la denuncia degli avvocati dell\u2019associazione infermieri, un\u2019istituzione che non ha nulla di sovversivo. Infermiere ed infermieri sono descritti come eroi, purch\u00e9 si ammalino e muoiano in silenzio, senza raccontare quello che succede negli ospedali. Gli infermieri che raccontano la verit\u00e0 sono minacciati di licenziamento. A quelli che vengono contagiati non viene riconosciuto l\u2019infortunio, perch\u00e9 l\u2019azienda ospedaliera non sia obbligata a pagare indennizzi a chi si trova ogni giorno a lavorare senza protezioni o con protezioni del tutto insufficienti.<\/p>\n<p>L\u2019autonomia delle donne viene attaccata dalla gestione governativa dell\u2019epidemia di Covid 19.<br \/>\nLa cura dei bambini che restano a casa perch\u00e9 le scuole sono chiuse, gli anziani a rischio, i disabili ricadono sulle spalle delle donne, gi\u00e0 investite in modo pesante dalla precariet\u00e0 del lavoro.<br \/>\nIntanto, in sordina, nelle case trasformate in domicili coatti, si moltiplicano i femminicidi.<\/p>\n<p>Nel fragoroso silenzio dei pi\u00f9, durante la rivolta delle carceri sono morti 15 detenuti. Sulla loro morte non \u00e8 trapelato nulla, se non le veline della polizia. Alcuni, gi\u00e0 in gravi condizioni, non sono stati portati in ospedale ma caricati sui cellulari e portati a morire in carceri lontane centinaia di chilometri. Una strage, una strage di Stato.<\/p>\n<p>Gli altri sono stati deportati altrove. Le carceri scoppiano, ai reclusi non \u00e8 garantita la salute e la dignit\u00e0 nemmeno in condizioni \u201cnormali\u201d, sempre che sia normale rinchiudere le persone dietro le sbarre. Per salvaguardarli il governo non ha trovato di meglio che sospendere i colloqui con i parenti, mentre ogni giorno i secondini possono andare e venire. La rivolta dei reclusi \u00e8 divampata di fronte al rischio concreto del diffondersi del contagio in luoghi dove il sovraffollamento \u00e8 la norma. Chi ha sostenuto le lotte dei prigionieri \u00e8 stato caricato e denunciato. La repressione, complici le misure contenute negli editti del governo, \u00e8 stata durissima. A <a href=\"https:\/\/umanitanova.org\/?tag=torino\">Torino<\/a> hanno impedito anche un semplice presidio di parenti e solidali all\u2019ingresso della prigione, schierando le truppe ad ogni accesso alle strade limitrofe al carcere delle Vallette.<\/p>\n<p>I lavoratori che hanno fatto scioperi spontanei contro il rischio di contagio, sono stati a loro volta denunciati per aver violato gli editti del governo, perch\u00e9 manifestavano in strada per la loro salute.<\/p>\n<p>Niente deve fermare la produzione, anche se si tratta di produzioni che potrebbero essere interrotte senza alcuna conseguenza per la vita di noi tutti. La logica del profitto, della produzione, viene prima di tutto.<\/p>\n<p>Il governo teme che, dopo la rivolta delle carceri, si possano aprire altri fronti di lotta sociale. Da qui il controllo poliziesco ossessivo, l\u2019impiego dell\u2019esercito cui, per la prima volta, sono attribuite funzioni di ordine pubblico, e non di mero supporto alle varie forze di polizia. I militari diventano poliziotti: il processo di osmosi cominciato qualche decennio fa arriva a compimento. La guerra non si ferma. Missioni militari, esercitazioni, poligoni di tiro vanno a pieno ritmo. \u00c8 la guerra ai poveri al tempo del Covid 19.<\/p>\n<p>Il governo ha vietato ogni forma di manifestazione pubblica e ogni riunione politica.<\/p>\n<p>Rischiare la vita per il padrone \u00e8 un dovere sociale, cultura e azione politica sono considerate attivit\u00e0 criminali.<\/p>\n<p>Si tratta del tentativo, neppure troppo velato, per impedire ogni forma di confronto, discussione, lotta, costruzione di reti solidali che consentano davvero di dare sostegno a chi \u00e8 maggiormente in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>La democrazia ha i piedi di argilla. L\u2019illusione democratica si \u00e8 sciolta come neve al sole di fronte all\u2019epidemia. Si accettano con entusiasmo provvedimenti ex cathedra del presidente del consiglio: nessun dibattito, nessun passaggio dal tempio della democrazia rappresentativa, ma semplice editto. Chi non lo rispetta \u00e8 un untore, un assassino, un criminale, e non merita piet\u00e0.<br \/>\nIn questo modo i veri responsabili, quelli che tagliano la sanit\u00e0 e moltiplicano la spesa militare, quelli che non garantiscono le mascherine neppure agli infermieri, quelli che militarizzano tutto ma non fanno i tamponi perch\u00e9 \u201ccostano 100 euro\u201d si firmano l\u2019assoluzione con il plauso dei prigionieri della paura.<\/p>\n<p>La paura \u00e8 umana. Non dobbiamo vergognarcene, ma non dobbiamo neppure permettere agli imprenditori politici della paura di usarla per ottenere il consenso a politiche criminali.<\/p>\n<p>Noi ci siamo battuti per impedire che chiudessero i piccoli ospedali, che spazzassero via pres\u00ecdi sanitari preziosi per tutti. Eravamo in piazza a fianco del lavoratori del Valdese, dell\u2019Oftalmico, del Maria Adelaide, dell\u2019ospedale di Susa e di tanti altri angoli della nostra provincia.<\/p>\n<p>In novembre eravamo in piazza per contestare la mostra mercato dell\u2019industria aerospaziale di guerra. Noi lottiamo ogni giorno contro il militarismo e le spese di guerra. Noi siamo sui sentieri della lotta No Tav, perch\u00e9 con un metro di Tav si pagano 1000 ore di terapia intensiva.<\/p>\n<p>Noi oggi siamo a fianco di chi non vuole morire in galera, dei lavoratori caricati e denunciati, perch\u00e9 protestano contro la mancanza di tutele contro la diffusione del virus, con gli infermieri e le infermiere che lavorano senza essere protetti e rischiano il posto perch\u00e9 raccontano quello che succede negli ospedali.<\/p>\n<p>Oggi tanta parte dei movimenti di opposizione politica e sociale tace, incapace di reagire, schiacciata dalla pressione morale, che criminalizza chi non accetta senza discutere la situazione di crescente pericolo innescata dalle scelte governative di ieri e di oggi.<br \/>\nLimitare gli spostamenti e i contatti \u00e8 ragionevole, ma \u00e8 ancor pi\u00f9 ragionevole lottare per poterlo fare in sicurezza. Dobbiamo trovare i luoghi e i modi per lottare contro la violenza di chi ci imprigiona, perch\u00e9 non sa e non vuole tutelarci.<br \/>\nDa anarchici sappiamo che la libert\u00e0, la solidariet\u00e0, l\u2019uguaglianza nelle nostre mille diversit\u00e0 si ottiene con la lotta, non la si delega a nessuno e men che meno ad un governo, la cui unica etica \u00e8 il mantenimento delle poltrone.<\/p>\n<p>No. Noi non siamo \u201cpronti alla morte\u201d. Non vogliamo morire e non vogliamo che nessuno si ammali e muoia. Non ci facciamo arruolare nella fanteria destinata al massacro silente. Siamo disertori, ribelli, partigiani.<\/p>\n<p>Pretendiamo che le carceri siano svuotate, che chi non ha casa ne abbia una, che la spesa di guerra sia cancellata, che a tutti siano garantiti gli esami clinici, che ciascuno abbia i mezzi per proteggere se stesso e gli altri dall\u2019epidemia.<\/p>\n<p>Non vogliamo che sopravvivano solo i pi\u00f9 forti, noi vogliamo che anche chi ha vissuto tanto, possa continuare a farlo.<\/p>\n<p>Vogliamo che chi sta male possa avere accanto qualcuno che lo ama e possa confortarlo: con due cacciabombardieri F35 in meno potremo avere tute e ogni protezione necessaria perch\u00e9 nessuno muoia pi\u00f9 da solo.<\/p>\n<p>Tutto andr\u00e0 bene? Ce la faremo? Dipende da ciascuno di noi.<\/p>\n<p><strong>I compagni e le compagne della Federazione Anarchca Torinese, riuniti in assemblea il 15 marzo 2020.<\/strong><\/p>\n<p><em>Dedichiamo questo nostro scritto alla memoria di Ennio Carbone, un anarchico, un medico che ha dedicato la propria vita alla ricerca scientifica cercando di sottrarla alla voraci mani dell\u2019industria che finanzia solo quello che rende.<\/em><\/p>\n<p><em>Lui, in tempi non sospetti, ci parl\u00f2 del rischio di una pandemia come quella che viviamo oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>La sua voce, la sua esperienza, ci mancano in questi giorni difficili.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volentieri diffondiamo il testo elaborato dalla Federazione Anarchica Torinese che ci sembra una lucida analisi della situazione attuale. \u00a7 I carri funebri sono in fila di fronte al cimitero di Bergamo. Quest\u2019immagine, pi\u00f9 di tante altre, ci mostra in tutta la sua crudezza la realt\u00e0. 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