{"id":549,"date":"2010-10-16T16:11:11","date_gmt":"2010-10-16T14:11:11","guid":{"rendered":"http:\/\/underground.noblogs.org\/?p=549"},"modified":"2012-01-10T15:39:21","modified_gmt":"2012-01-10T14:39:21","slug":"frammenti-di-un-discorso-sindacal-amoroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=549","title":{"rendered":"FRAMMENTI DI UN DISCORSO SINDACAL-AMOROSO"},"content":{"rendered":"<p>AVVERTENZA PER I LETTORI: quello che leggerete \u00e8 il discorso (incompleto) del Segretario Fiom, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione del 16 ottobre a piazza San Giovanni, reperibile, integrale, sul sito de \u00abIl manifesto\u00bb. In grassetto leggerete invece pezzi tratti da Roland Barthes, \u00abFrammenti di un discorso amoroso\u00bb (Edizione originale Francia 1977), Einaudi, Torino 2001. L\u2019operazione di blog letterario \u00e8 opera mia. <!--more-->Buona lettura! Pietro Stara  IO-TI-AMO La figura non si riferisce alla dichiarazione d\u2019amore, alla confessione, bens\u00ec al reiterato proferimento del grido d\u2019amore. Vedere questa bellissima piazza d\u00e0 davvero tanta felicit\u00e0, ma allo stesso tempo indica una speranza. \u00c8 anche una piazza che indica una forza; soprattutto \u00e8 una piazza che unisce questo paese e che parla al paese. Dice cio\u00e8 che per uscire dalla gravissima crisi che stiamo vivendo c&#8217;\u00e8 bisogno di rimettere al centro il lavoro, i diritti. E che per questa ragione \u00e8 necessario contrastare la politica che il governo sta facendo ed \u00e8 necessario contrastare la politica che Confindustria, in questo paese, insieme a Federmeccanica, sta facendo.  CONNIVENZA. Il soggetto s\u2019immagina di stare parlando dell\u2019essere amato con una persona rivale, e questa immagine, curiosamente fa nascere in lui un piacevole senso di connivenza. Perch\u00e9 il punto di fondo da cui ripartire sono le ragioni per cui si \u00e8 determinata questa crisi. Noi siamo in presenza del fatto che per 20 anni ci hanno raccontato che era sufficiente \u00ablasciare fare al mercato e tutto sarebbe andato a posto\u00bb. E dopo 20 anni noi siamo di fronte al fatto che la finanza non ha alcuna regola, anzi la politica e gli stati sono al servizio della finanza. Siamo in presenza di un&#8217;evasione fiscale che non ha precedenti, tutta a danno dei lavoratori dipendenti. Siamo in presenza di una precariet\u00e0 nel lavoro che non ha mai avuto una dimensione come quella che stiamo vivendo. Siamo di fronte al fatto che c&#8217;\u00e8 stata una redistribuzione della ricchezza a danno di chi lavora che non ha precedenti.  IDENTIFICAZIONE. Il soggetto s\u2019identifica dolorosamente con qualsiasi persona (o qualsiasi personaggio) che nella struttura amorosa occupi la sua stessa posizione. Vedete, quando si lavora e si \u00e8 poveri, siamo di fronte non solo a un&#8217;ingiustizia, ma al fatto evidente che una societ\u00e0 cos\u00ec non \u00e8 accettabile e che noi dobbiamo ribellarci per cambiarla. E dobbiamo dire con forza che, proprio per queste ragioni, uscire da questa crisi richiede dei cambiamenti. In tanti ci descrivono semplicemente come quelli che sono capaci di dire solo \u00abno\u00bb. E&#8217; vero. Noi alla Fiat abbiamo detto \u00abno\u00bb, alla Federmeccanica abbiamo detto \u00abno\u00bb. Perch\u00e9 quando si vuole cancellare i diritti, quando si vuole cancellare il contratto, quando si vuole cancellare la dignit\u00e0 delle perone che lavorano, noi diremo sempre di \u00abno\u00bb. Non accetteremo mai che questa sia la strada per cambiare la situazione (&#8230;)  LOQUELA. Questo termine, desunto da Ignazio da Loyola, designa il flusso di parole attraverso cui il soggetto argomenta instancabilmente nella sua testa gli effetti di una ferita d\u2019amore o le conseguenze di un comportamento: forma enfatica del \u00abdiscorso\u00bb amoroso. Vedete, in questi giorni tanti hanno parlato. I ministri addirittura hanno fatto a gara a raccontare chiss\u00e0 cosa sarebbe successo oggi. Io credo si debbano vergognare per quel che hanno detto. Perch\u00e9 quando si arriva addirittura ad invocare il morto, come un ministro ha fatto, siamo di fronte a una irresponsabilit\u00e0 totale. Ma questa piazza &#8230; questa piazza ha la forza di dire che non solo questa \u00e8 una manifestazione democratica e pacifica, ma vorremmo ricordare che se c&#8217;\u00e8 la democrazia in questo paese \u00e8 perch\u00e9 chi lavora l&#8217;ha conquistata e l&#8217;ha estesa. E se questi ministri possono dire anche le castronerie che ogni tanto dicono \u00e8 perch\u00e9 siamo noi che garantiamo il diritto democratico a tutti di poter parlare e di poter dire il loro pensiero. Se ci pensate un attimo&#8230; i processi di globalizzazione che in questi anni ci sono stati hanno proprio nella democrazia il loro limite, hanno paura della democrazia, hanno paura della trasparenza, hanno paura \u00ac cio\u00e8 \u00ac che le persone possano sapere quello che avviene e possono decidere. Noi siamo di fronte ad una crisi gravissima come non abbiamo mai vissuto; sta mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Nonostante ci raccontino che dovremmo stare tranquilli e che va tutto bene, noi sappiamo perfettamente che cos\u00ec non \u00e8. Anzi, se nei prossimi mesi non c&#8217;\u00e8 un cambiamento radicale delle politiche industriali, rischiamo di essere di fronte a ulteriori chiusure, alla fine della casa integrazione, a migliaia di posti che vanno persi; alla disoccupazione(&#8230;)  \u00abVoglio capire\u00bb CAPIRE. Sentendo improvvisamente l\u2019episodio amoroso come un groviglio di motivazioni inspiegabili e di situazioni senza vie d\u2019uscita, il soggetto esclama: \u00abVoglio capire (che cosa mi sta capitando)!\u00bb Ma noi l&#8217;abbiamo capito; e proprio per questo vogliamo cambiare la situazione. Vogliamo mettere in campo un&#8217;azione che non si esaurisce oggi, ma che sia in grado di cambiare nelle fabbriche, nel territorio, questa situazione. Ne hanno dette di tutti i colori: sui lavoratori, sulla Fiom, sulla Cgil. Addirittura Brunetta \u00e8 arrivato ad accusarci di essere un sindacato che difende i fannulloni e i lavativi. Credo sia un falso in atto pubblico, perch\u00e8 noi, Brunetta, non l&#8217;abbiamo mai difeso. Quindi \u00e8 evidente a tutti che siamo di fronte a delle bugie&#8230; Il caso Fiat&#8230; Noi siamo di fronte a una teoria che si vorrebbe far passare in questo paese: per poter investire in Italia bisognerebbe cancellare i diritti e gli orari, per far funzionare le fabbriche in Italia ci vorrebbe il diritto di poter licenziare quando si vuole E invece noi dovremmo porci un altro problema: perch\u00e9 la Fiat \u00e8 messa peggio di altre aziende che costruiscono auto? Perch\u00e9 tutti parlano del modello tedesco e in Germania gli stipendi sono il doppio di quegli italiani, lavorano meno e vendono pi\u00f9 macchine?  \u00abCos\u00ec non pu\u00f2 continuare\u00bb INSOPPORTABILE. La coscienza di un accumulo delle sofferenze amorose trova sfogo con questa frase: \u00abCos\u00ec non pu\u00f2 continuare.\u00bb \u00c8 esemplificativo quello che \u00e8 successo negli ultimi due incontri che abbiamo avuto con la Fiat. Uno \u00e8 avvenuto a Torino. C&#8217;erano tutti: il governo, le forze istituzionali, tutte le forze sindacali. Marchionne, cui va riconosciuto il parlare con chiarezza, non ha detto solo alla Fiom e alla Cgil \u00abditemi s\u00ec o no\u00bb. Ha usato quella platea per dire che il suo piano industriale lo ha deciso lui, che non lo discute con nessuno, che non vuole proprio concordarlo con nessuno e che, semplicemente, chiede a tutti \u00ac anche al governo e alle forze istituzionali \u00ac semplicemente di dire s\u00ec o no. Naturalmente, in quella sede solo la Fiom e la Cgil gli hanno detto che non va bene e che cos\u00ec non pu\u00f2 funzionare.  L\u2019incertezza dei segni. SEGNI. Sia che voglia dar prova del suo amore, si che si sforzi di decifrare se l\u2019altro lo ama, il soggetto amoroso non ha a sua disposizione nessun sistema di segni sicuri. Io, sinceramente, sono allibito quando la pi\u00f9 grande azienda italiana \u00ac che, come \u00e8 noto, in questi anni ha avuto tanti finanziamenti pubblici che le hanno permesso di essere quella che \u00e8 \u00ac si trova di fronte a un governo e istituzioni incapaci di dire altro che semplicemente \u00abs\u00ec\u00bb. Vorrei ricordare qui che il primo a dire \u00abno\u00bb alla Fiat non \u00e8 stata la Fiom. Quando la Fiat \u00e8 andata in Germania per comprare l&#8217;Opel e ha presentato i piani industriali&#8230; l&#8217;IG-Metall gli ha detto di \u00abno\u00bb, il governo tedesco gli ha detto di \u00abno\u00bb. Perch\u00e9, se si assume il modello tedesco, allora bisogna fare una distinzione anche sulla politica industriale. Non \u00e8 vero che le imprese non abbiano una responsabilit\u00e0 sociale; non \u00e8 vero che \u00e8 solo il suo interesse. Lo ribadiamo qui, da questa piazza. Noi, la Fiom, la Cgil, le lavoratrici e i lavoratori italiani, pi\u00f9 ancora della Fiat di Marchionne, vogliamo che in Italia si continuino a produrre auto, camion e trattori. Perch\u00e9 mentre lui ha la possibilit\u00e0 di decidere di andare a produrre in giro per il mondo, noi questa alternativa non ce l&#8217;abbiamo. E proprio per questa ragione vogliamo che si affrontino i problemi (&#8230;) E noi lo diciamo con grande responsabilit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 ora di smetterla. Noi non abbiamo semplicemente detto \u00abno\u00bb a Pomigliano. Noi abbiamo avanzato delle controproposte. Abbiamo detto che eravamo pronti ad aumentare l&#8217;utilizzo degli impianti, perch\u00e9 il contratto che c&#8217;\u00e8 permette di fare pi\u00f9 turni. Abbiamo detto che eravamo pronti a discutere di come migliorare la produttivit\u00e0, di come articolare in modo diverso le pause, abbiamo addirittura fatto una proposta che darebbe alla Fiat un utilizzo degli impianti e una capacit\u00e0 produttiva superiore a quella che loro hanno pensato.  L\u2019assente. ASSENZA. Ogni episodio di linguaggio che mette in scena l\u2019assenza dell\u2019oggetto amato \u2013 quali che siano la causa e la durata \u2013 e tende a trasformare questa assenza in prova d\u2019abbandono. Stiamo ancora aspettando la risposta. La verit\u00e0 \u00e8 che non gli interessa quante macchine si fanno; vogliono affermare l&#8217;idea che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, per le persone che lavorano in fabbrica, il diritto di poter contrattare la propria condizione di lavoro. Lo dico con franchezza: dire qui che c&#8217;\u00e8 in ballo la Fiom e la Cgil, o che voglion far fuori la Fiom e la Cgil, \u00e8 solo una parte di verit\u00e0. Io penso che siamo di fronte ad un passaggio ancora pi\u00f9 in l\u00e0&#8230; E cio\u00e8 il tentativo della Confindustria, della Fiat e di Federmeccanica, di cancellare il contratto con la derogabilit\u00e0 dei contratti nazionali.  La gelosia. GELOSIA. \u00abSentimento che nasce nell\u2019amore e che \u00e8 cagionato dal timore che la persona amata preferisca qualcun altro\u00bb (Littr\u00e9) L&#8217;obiettivo vero non \u00e8 semplicemente fare fuori la Fiom e la Cgil, ma di pi\u00f9. E&#8217; cancellare il diritto delle persone che lavorano in fabbrica, se vogliono, di poter contrattare, di esser persone libere con la possibilit\u00e0 di far funzionare meglio la fabbrica. Vuol dire farci tornare indietro di cento anni. E io credo che questo imbarbarimento non \u00e8 solo inaccettabile, perch\u00e9 peggiora la condizione di chi lavora; ma \u00e8 inaccettabile perch\u00e9 fa arretrare tutto il paese, fa arretrare il sistema industriale del nostro paese. Addirittura, nell&#8217;ultimo incontro che abbiamo avuto alla Fiat a giugno, in tanti ci spiegavano che s\u00ec, Pomigliano era un brutto accordo, per\u00f2 si poteva firmare perch\u00e9 \u00abl\u00ec c&#8217;\u00e8 la camorra, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una situazione difficile\u00bb. Vi ricordate, allora, in quanti ci hanno spiegato che sarebbe rimasta una cosa isolata, che non si sarebbe estesa? Non solo adesso siamo alla derogabilit\u00e0 del contratto, ma nell&#8217;ultimo incontro, il 5 ottobre la Fiat, ci hanno ricordato che se vogliamo sapere quale \u00e8 il piano industriale (una delle stranezze di questa situazione \u00e8 che non si sa quali, dove e quando saranno fatti i nuovo prodotti) prima dobbiamo firmare un accordo che permette loro di estendere Pomigliano in tutti gli altri stabilimenti. Anzi. Ci \u00e8 stato detto che in alcuni casi, forse, potrebbe esserci la necessit\u00e0 di andare anche \u00aboltre Pomigliano\u00bb (&#8230;)  Idee di soluzione. VIE D\u2019USCITA. Sogni di soluzioni di qualsiasi genere che, nonostante il loro carattere spesso catastrofico, danno al soggetto amoroso una pace momentanea; manipolazione fantasmatica delle possibili soluzioni della crisi amorosa. Voglio rilanciare con forza quelle che sono le ragioni della nostra piattaforma, della nostra manifestazione, che \u00e8 stata capace di mettere assieme tante persone diverse. Vedete, quando chi studia, chi \u00e8 precario, chi lavora nel pubblico impiego, chi \u00e8 metalmeccanico, chi \u00e8 pensionato&#8230; trova di nuovo la possibilit\u00e0 di avere un terreno comune di azione che rimette al centro lavoro, diritti, un&#8217;idea di societ\u00e0 finalmente diversa, pi\u00f9 giusta, dove la giustizia sociale, l&#8217;eguaglianza, la solidariet\u00e0 tornano ad essere elementi che unificano&#8230; io credo che questo patrimonio, \u00e8 responsabilit\u00e0 di ognuno di noi di non farlo disperdere. Perch\u00e9 questa \u00e8 la condizione per poter cambiare questo paese. Per rilanciare con forza l&#8217;idea che non dobbiamo aver paura delle parole: il nostro obiettivo, s\u00ec, \u00e8 trasformare questa societ\u00e0 ingiusta, che cancella la dignit\u00e0 di chi lavora. La vogliamo proprio cambiare, s\u00ec, e lo vogliamo fare a partire dalle fabbriche, dal lavoro, ridando una prospettiva ai giovani e dicendo soprattutto che \u00ab\u00e8 possibile\u00bb. (&#8230;)  \u00abE lucean le stelle\u00bb RICORDO. Rimemorazione felice e\/o straziante d\u2019un oggetto, d\u2019un gesto, d\u2019una scena, legati all\u2019essere amato, e caratterizzata dall\u2019intrusione dell\u2019imperfetto nella grammatica del discorso amoroso. Dobbiamo dire con chiarezza che per noi l&#8217;unico contratto davvero \u00e8 in vigore \u00e8 quello del 2008, che \u00e8 stato votato da tutti i lavoratori e che \u00e8 stato firmato da tutti. Quello \u00e8 l&#8217;unico contratto legittimo e noi lo difenderemo, fabbrica per fabbrica e nel paese, anche arrivando in tribunale, se necessario, per difendere i diritti e il contratto. Ma penso anche che noi dobbiamo dire di pi\u00f9. Vi faccio un esempio personale. Quando ho cominciato a lavorare, quando entravo in fabbrica, dal centralinista al progettista, sotto lo stesso tetto, tutti avevano lo stesso contratto e gli stessi diritti. Oggi se tu vai in un luogo di lavoro scopri che non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Mentre chi comanda \u00e8 sempre quello, noi siamo frantumati e divisi, Ci sono diversi contratti: le cooperative, l&#8217;appalto, il subappalto, il lavoratore precario. Noi abbiamo bisogno, alla luce anche di questa grande manifestazione, di dire con chiarezza che l&#8217;obiettivo di un sindacato degno di questo nome \u00e8 riunificare i diritti in questo paese. E per fare questo, se c&#8217;\u00e8 bisogno di pensare a qualcosa di nuovo, io credo ci sia bisogno non di meno contratti, non di questa storiella secondo cui ognuno si pu\u00f2 contrattare nella sua fabbrica o nel suo territorio (se non c&#8217;\u00e8 un contratto nazionale che fissa i diritti per tutti, la contrattazione \u00e8 una contrattazione a perdere, fabbrica per fabbrica). C&#8217;\u00e8 una novit\u00e0 da dire: bisognerebbe pensare a un contratto dell&#8217;industria, a uno dei servizi, un altro del pubblico impiego. Dobbiamo cio\u00e8 pensare a come si riunificano i lavoratori (&#8230;)  Rimpianto? RIMPIANTO. Provando ad immaginarsi morto, il soggetto amoroso vede la vita dell\u2019essere amato continuare come se niente fosse. Vedete, l&#8217;unit\u00e0 sindacale \u00e8 innanzitutto un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori; la democrazia \u00e8 la condizione per poterla rilanciare. E noi, da qui, lo proponiamo con forza: questa \u00e8 la prima cosa da fare, questo \u00e8 il primo terreno, se si vuole recuperare un elemento unitario. E infine \u00ac voglio davvero concludere su questo. Ci pensavo mentre ascoltavo anche i compagni di Pomigliano e di Melfi. Se oggi possiamo dire che \u00e8 successa una cosa straordinaria, che c&#8217;\u00e8 una novit\u00e0 in questo paese, che il lavoro \u00e8 tornato al centro della discussione sociale e politica &#8211; lo dico sommessamente &#8211; non \u00e8 semplicemente perch\u00e9 la Fiom ha detto \u00abno\u00bb o la Cgil ha detto \u00abno\u00bb. No. E&#8217; successo qualcosa di pi\u00f9. Perch\u00e9 se non c&#8217;erano i lavoratori di Pomigliano che votavano \u00abno\u00bb a quell&#8217;accordo, se non dicevano che i diritti non si scambiano con l&#8217;occupazione, se non c&#8217;erano i tre delegati di Melfi che, di fronte alla Fiat che gli dice \u00abvi faccio lavorare, per\u00f2 non ti metto in fabbrica\u00bb (e loro gli hanno risposto che non si fanno pagare dalla Fiat, vogliono lavorare)&#8230; Se non c&#8217;era questo scatto di dignit\u00e0 non c&#8217;era questa manifestazione. Questo \u00e8 l&#8217;elemento di novit\u00e0 che ci d\u00e0 una speranza, che ci d\u00e0 la forza, che ci dice che \u00e8 possibile cambiare. Ma \u00e8 proprio per questa ragione &#8211; e lo dico sommessamente &#8211; perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 questa piazza, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 questa dignit\u00e0, che noi abbiamo il dovere di continuare questa battaglia. E penso che sia assolutamente necessario che nel continuarla si arrivi alla proclamazione dello sciopero generale di tutti i lavoratori nel nostro paese. Perch\u00e9 la democrazia e un nuovo modello di sviluppo non si costruiscono se non c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 di cambiare. Questo elemento ci d\u00e0 la forza. Grazie davvero a tutti. Viva la Fiom, viva la Cgil, viva i lavoratori!! Grazie a tutti.  Roland Barthes \u2013 Maurizio Landini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AVVERTENZA PER I LETTORI: quello che leggerete \u00e8 il discorso (incompleto) del Segretario Fiom, Maurizio Landini, dal palco della manifestazione del 16 ottobre a piazza San Giovanni, reperibile, integrale, sul sito de \u00abIl manifesto\u00bb. In grassetto leggerete invece pezzi tratti da Roland Barthes, \u00abFrammenti di un discorso amoroso\u00bb (Edizione originale Francia 1977), Einaudi, Torino 2001. 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