{"id":673,"date":"2011-03-21T15:35:38","date_gmt":"2011-03-21T14:35:38","guid":{"rendered":"http:\/\/underground.noblogs.org\/?p=673"},"modified":"2012-01-10T13:47:15","modified_gmt":"2012-01-10T12:47:15","slug":"dal-maghreb-all%e2%80%99albania-all%e2%80%99egitto-le-rivolte-per-il-pane-e-la-liberta%e2%80%99","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=673","title":{"rendered":"DAL MAGHREB ALL\u2019ALBANIA, ALL\u2019EGITTO: LE RIVOLTE PER IL PANE E LA LIBERTA\u2019"},"content":{"rendered":"<p>Mentre scriviamo il sangue sta scorrendo in Egitto per la feroce repressione dei movimenti popolari messa in atto dal regime di Mubarak.<br \/>\nLe rivolte popolari in Egitto, come quelle in Tunisia, Algeria e Albania degli ultimi tempi, si saldano, nel quadro della crisi economica devastante che il mondo sta vivendo, con le mobilitazioni dei lavoratori e degli studenti, che stanno attraversando l\u2019Europa: dalla Grecia alla Spagna, dalla Francia all\u2019Italia e all\u2019Inghilterra.<br \/>\nAlcune caratteristiche precise per\u00f2 le contraddistinguono. Il carattere di scontro aperto con i governi e i loro apparati, la violenza della repressione e, soprattutto, l\u2019essere prive di mediazioni di sorta. Si lotta per bisogni elementari, dal mangiare tutti i giorni a forme minime di democrazia. <!--more-->Si lotta contro regimi dispotici e tirannici \u2013 siano dinastie reali, stirpi di dittatori, caste politico-militari; si lotta contro i Ben Ali, i Bouteflika, i Mubarak, i Berisha, che ne sono l\u2019espressione. Si lotta contro le forme pi\u00f9 brutali di oppressione che il capitalismo globalizzato ha sviluppato. Si lotta per il pane e la libert\u00e0.<br \/>\nSiamo vicini, e non potremmo non esserlo, ai proletari di questi paesi, pur nella consapevolezza che le loro lotte rischiano di diventare terreno fertile per l\u2019integralismo islamico o per altre \u00e9lite militari o per nuove caste politico-economiche benedette dai governi e dai potentati dei paesi capitalisticamente avanzati.<br \/>\nLa nostra solidariet\u00e0 va ai proletari e alle masse popolari che sono scese e scendono in piazza al Cairo e nelle altre citt\u00e0 della rivolta. Ma il problema \u00e8 come andare al di l\u00e0 delle parole e far s\u00ec che la solidariet\u00e0 diventi concreta.<br \/>\nInternazionalismo e solidariet\u00e0 e unit\u00e0 di classe sono sempre stati inscindibili e lo sono sempre pi\u00f9 in un mondo globalizzato. Il primo non pu\u00f2 esistere senza che crescano le seconde. E queste possono crescere solo se si sviluppa la consapevolezza della comunanza degli interessi tra tutti gli sfruttati e quella dell\u2019inconciliabilit\u00e0 assoluta di questi con quelli dei padroni.<br \/>\nUna verit\u00e0 elementare che, nel nostro paese, decenni di concertazione, di subordinazione e di svendita delle conquiste dei lavoratori hanno fatto dimenticare e che una \u201csinistra\u201d politico-sindacale indecente e galoppina misconosce, blaterando di tutto e di niente in coerenza col suo ruolo servile.<br \/>\nIn un mondo che sta andando in pezzi, l\u2019Egitto non ci indica la strada da seguire, ma un drammatico futuro possibile dove sar\u00e0 necessario immolarsi sulle barricate per un pezzo di pane e un briciolo di diritti. Dobbiamo fermare subito questa deriva lottando e rivendicando, non una societ\u00e0 riformata e migliorata, ma una societ\u00e0 completamente altra, fondata sulla solidariet\u00e0, il mutuo sostegno, la libera cooperazione, nella piena uguaglianza e disponibilit\u00e0 delle risorse sociali e naturali, senza discriminazioni di lingua, etnia e cultura.<br \/>\nQuesto \u00e8 il sostegno pi\u00f9 concreto che possiamo dare alle masse popolari e ai proletari in lotta in Egitto e in tutto il mondo, e anche a noi stessi.<br \/>\n<em>Segreteria nazionale USI-AIT<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre scriviamo il sangue sta scorrendo in Egitto per la feroce repressione dei movimenti popolari messa in atto dal regime di Mubarak. 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