{"id":861,"date":"2011-06-13T19:26:37","date_gmt":"2011-06-13T17:26:37","guid":{"rendered":"http:\/\/underground.noblogs.org\/?p=861"},"modified":"2012-01-10T13:19:35","modified_gmt":"2012-01-10T12:19:35","slug":"mornico-al-serio-bg-ucciso-dal-carabiniere-un-altro-caso-aldrovandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/underground.noblogs.org\/?p=861","title":{"rendered":"Mornico al Serio (BG) &#8211; Ucciso dal carabiniere, un altro caso Aldrovandi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.repubblica.it\/images\/2011\/06\/13\/055353011-ca8e10e2-aae2-4476-bbc6-1d55cbd21baa.jpg\" alt=\"&quot;Ucciso dal carabiniere un altro caso Aldrovandi&quot;\" width=\"191\" height=\"142\" \/><em>Gli avvocati: no all&#8217;archiviazione per la  morte di Aziz. Il rapporto del Dipartimento di Stato Usa: &#8220;Omicidio  controverso&#8221;. La tragedia di un anno fa nel Bergamasco finisce nel  rapporto americano sui diritti umani<\/em><\/p>\n<div>\n<p>MORNICO  AL SERIO (Bergamo) &#8211; Un &#8220;omicidio controverso&#8221;. Firmato, Hillary  Clinton. &#8220;Controverso&#8221; come i casi di Sandri, di Cucchi, di Aldrovandi.  Un ragazzo che muore; uomini delle forze dell&#8217;ordine che finiscono sotto  inchiesta. Per non perdere il filo che da una tragica notte a Mornico  al Serio &#8211; tremila abitanti nella pianura bergamasca &#8211; porta a  Washington negli uffici del Dipartimento di Stato americano, bisogna  raccontare come ha smesso di vivere &#8211; da innocente &#8211; un ragazzo  marocchino di 18 anni. Aziz Amiri. <!--more-->In un parcheggio di via Verdi sono le  nove di sera del 6 febbraio 2010. L&#8217;unica colpa di Amiri \u00e8 di essere  seduto sul lato passeggero di un&#8217;utilitaria, una Peugeut 206, guidata da  un connazionale che ha cinque anni pi\u00f9 di lui e che per tentare di  sfuggire ai carabinieri &#8211; in macchina ci sono 30 grammi di cocaina &#8211;  inserisce la retromarcia e sperona l&#8217;auto dei militari (in borghese).  Uno scende, cade a terra, si rialza, infila il braccio all&#8217;interno della  Peugeut attraverso il finestrino abbassato; il guidatore marocchino  (non \u00e8 armato, riuscir\u00e0 incredibilmente a scappare a piedi) prova a  disarmare il carabiniere. A quel punto parte il colpo che uccide Amiri.  Fin qui la cronaca.<\/p>\n<p>La procura di Bergamo apre un&#8217;inchiesta. Il  carabiniere, appartenente al nucleo operativo radiomobile di Bergamo, \u00e8  indagato per omicidio colposo. Stando alla sua versione e a quella del  collega impegnato con lui in un servizio antidroga &#8211; le uniche su cui si  basano<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<a href=\"http:\/\/oas.repubblica.it\/5c\/repubblica.it\/nz\/cronaca\/interna\/L-32\/973000892\/Middle\/OasDefault\/Lexus_Ct200h_NwInf_SqIn_130611\/lexus_CTh200_sqin.html\/56776c62683074566b53414144626361?\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/bs.serving-sys.com\/BurstingPipe\/adServer.bs?cn=bsr&amp;FlightID=2698140&amp;Page=&amp;PluID=0&amp;Pos=8844\" border=\"0\" width=\"300\" height=\"250\"><\/a>\n<\/div>\n<p>le indagini, le uniche disponibili, del marocchino fuggito non  si \u00e8 pi\u00f9 avuta traccia &#8211; il colpo sarebbe partito accidentalmente. Ma a  pi\u00f9 di un anno restano molti punti oscuri nella ricostruzione della  vicenda messa a verbale dai militari. A partire dallo sparo. Uno solo,  secondo i carabinieri. Due, addirittura tre secondo almeno un testimone &#8211;  un abitante della zona &#8211; che per\u00f2 non \u00e8 mai stato sentito dal gip. Che  cosa \u00e8 successo davvero quella notte? Quanti e quali sono i dubbi da  chiarire se persino il Dipartimento di Stato americano (diretto dal  segretario di Stato Hillary Clinton) nel annuale rapporto dedicato al  rispetto dei diritti umani ha classificato la vicenda di Amiri tra gli  &#8220;omicidi controversi&#8221; (il delitto di Mornico figura nel capitolo  titolato &#8220;privazione arbitraria o illegale della vita&#8221;)?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8  stato abuso di potere da parte del carabiniere che ha sparato? A breve  il gip Bianca Maria Bianchi dovr\u00e0 decidere, sulla base degli elementi  acquisiti finora, se accettare o respingere la richiesta di  archiviazione presentata a marzo dal pm Maria Cristina Rota. Due le  alternative alla chiusura del caso: restituire gli atti alla procura per  un approfondimento delle indagini oppure aprire un processo. &#8220;\u00c8  doveroso fare luce sulla morte di Amiri &#8211; dicono l&#8217;avvocato Tatiana  Burattin e il procuratore Paolo Bulleri, che difendono e rappresentano  la famiglia della vittima -. Chiediamo di sapere la verit\u00e0 su quello che  \u00e8 successo. Oltretutto Amiri era il passeggero e cio\u00e8 una persona  innocente&#8221;. Per fare nuova luce sull&#8217;omicidio il difensore del ragazzo  marocchino ha presentato una relazione tecnica firmata da Alberto  Riccadonna (caso Sandri-Spaccarotella e prima ancora Unabomber).<\/p>\n<p>La  perizia balistica solleva diversi interrogativi. Primo fra tutti:  perch\u00e9 viste le circostanze (auto della vittima bloccata e guidatore non  pi\u00f9 al posto di guida) il carabiniere ha introdotto il braccio armato  nell&#8217;auto perdendo il controllo dell&#8217;arma? La mossa appare quantomeno  imprudente: i due marocchini non erano armati, ma in caso contrario cosa  sarebbe successo? E se, viceversa, si fosse sospettato che la vittima  potesse essere armata, introdursi all&#8217;interno della vettura non sarebbe  stato un suicidio? &#8220;Si poteva intimare ad Amiri di uscire dalla vettura &#8211;  in un momento in cui la situazione fosse completamente sotto controllo &#8211;  senza doversi avvicinare a una distanza &#8220;rischiosa&#8221;&#8221;, scrive  Riccadonna. Altro dubbio: come \u00e8 possibile che l&#8217;altro marocchino &#8211;  appunto disarmato &#8211; sia riuscito a scappare a piedi sotto il naso dei  due carabinieri uscendo dall&#8217;auto e allontanandosi? Era cos\u00ec difficile  trattenerlo all&#8217;interno dell&#8217;auto? Nel rapporto del Dipartimento di  Stato americano non si entra nei dettagli. L&#8217;omicidio di Amiri viene  semplicemente definito &#8220;controverso&#8221;. E si ipotizza un &#8220;uso  sproporzionato della forza&#8221;. Forse \u00e8 gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n<p><em>PAOLO BERIZZI <\/em>(13 giugno 2011)<\/p>\n<address>http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2011\/06\/13\/news\/ucciso_carabiniere-17608555\/?ref=HREC1-4<\/address>\n<address>\n<\/address>\n<h2><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u201cCome Cucchi, Aldrovandi e Sandri\u201d: ora la Clinton punta i riflettori sul caso di Aziz Amiri<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><strong>MORNICO AL SERIO (BG)<\/strong> \u2013 Il Dipartimento di Stato americano ha classificato l\u2019episodio come  \u201comicidio controverso\u201d. Il caso Amiri figura nel capitolo titolato  \u201cPrivazione arbitraria o illegale della vita\u201d di un importante Rapporto (<a href=\"http:\/\/bgreport.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/160195.pdf\">inglese<\/a> \u2013 <a href=\"http:\/\/italian.italy.usembassy.gov\/notizie\/rapporto-diritti-umani.html\">italiano<\/a>)  che il Dipartimento di Hillary Clinton dedica ogni anno allo stato dei  diritti umani nei vari paesi del mondo. Paesi tra i quali l\u2019Italia non  fa certo eccezione. Nella lunga serie di episodi poco chiari finiti  sotto la lente di ingrandimento dell\u2019Amministrazione Obama il Rapporto  2010 cita, tra gli altri, i casi di Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri  e Stefano Cucchi. Mentre in Italia il caso rischia l\u2019archiviazione, a  finire sotto osservazione negli USA \u00e8 proprio ci\u00f2 che accadde quella  sera del 6 febbraio 2010, quando a Mornico al Serio in provincia di  Bergamo, Aziz Amiri, ragazzo marocchino di 18 anni, rimane ucciso in  circostanze ancora tutte da chiarire, per un colpo di proiettile sparato  dall\u2019arma di un carabiniere.<\/p>\n<p>La versione dei fatti resa dai due  militari coinvolti parla di un solo colpo partito accidentalmente in  seguito ad una colluttazione. Ma a pi\u00f9 di un anno dalle indagini restano  molti punti oscuri nella ricostruzione della vicenda fatta dai due  carabinieri.<\/p>\n<p>Anzitutto sul numero di proiettili  esplosi quella sera a Mornico non vi \u00e8 alcuna certezza. Almeno un  testimone\u00a0 ha dichiarato subito dopo i fatti di aver sentito il rumore  di pi\u00f9 di uno sparo di arma da fuoco. Forse addirittura tre. Ci\u00f2  nonostante questa persona non sarebbe mai stata sentita dal GIP nel  corso dell\u2019indagine preliminare. E del resto non risulta che alcun  residente della via in cui \u00e8 avvenuto l\u2019omicidio sia mai stato chiamato a  testimoniare.<\/p>\n<p>Anche la ricostruzione della  dinamica dell\u2019omicidio andrebbe maggiormente approfondita. Rimangono  ancora senza risposta tutti i dubbi sollevati dal perito balistico di  parte, uno dei massimi esperti italiani del settore, che pu\u00f2 vantare nel  suo curriculum importanti esperienze professionali in diverse indagini  eclatanti: una su tutte il caso di Unabomber.<\/p>\n<p>Elementi che sarebbe stato  opportuno approfondire gi\u00e0 nel corso dell\u2019indagine preliminare: a breve  il GIP Bianca Maria Bianchi dovr\u00e0 infatti decidere, sulla base degli  elementi acquisiti finora, se accettare o respingere la richiesta di  archiviazione presentata a marzo dal PM Maria Cristina Rota. Due per il  GIP le alternative alla chiusura del caso: la restituzione degli atti  alla Procura per un approfondimento delle indagini oppure l\u2019apertura del  vero e proprio processo. Una decisione, quest\u2019ultima, in cui certamente  spera ora l\u2019avvocato che difende le ragioni della famiglia Amiri,  Tatiana Burattin, che ha presentato un\u2019opposizione alla richiesta di  archiviazione.<\/p>\n<p>Giunto nel nostro paese da appena  due mesi, Aziz Amiri quella sera era seduto sul lato passeggeri di una  Peugeot 206 in compagnia di un connazionale. L\u2019auto ferma, davanti al  marciapiedi, in un parcheggio non distante dall\u2019oratorio di Mornico,  paese della bassa bergamasca. Il conducente discute con un uomo in  piedi, appoggiato alla portiera. Quell\u2019uomo, avrebbero detto poi i  carabinieri, era un loro informatore. Aveva infatti da poco avvisato i  militari che i due marocchini avevano a bordo diverse dosi di cocaina.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso una Fiat Punto si  arresta dietro l\u2019auto dei due marocchini. Due carabinieri in borghese  scendono e si avvicinano alla Peugeot intimando l\u2019alt. A questo punto  l\u2019indagine si affida, come unica versione dei fatti, alla successiva  ricostruzione fornita dai due militari dell\u2019Arma. Il conducente  dell\u2019auto inserisce la retro nel tentativo di fuggire per sottrarsi  all\u2019arresto. Ma l\u2019auto civetta dei militari impedisce ogni via di fuga.  Le ripetute manovre del marocchino alla guida \u2013 nella speranza di  aprirsi un varco speronando la Fiat Uno con il lato posteriore della  macchina \u2013 fallisce dopo pochi secondi. In quei momenti concitati, uno  dei carabinieri perde l\u2019equilibrio. Dopo essersi rialzato il militare  estrae la pistola e la punta contro il conducente della Peugeot, che,  sempre secondo la versione dell\u2019Arma, afferra la mano del carabiniere  nell\u2019estremo tentativo di disarmarlo. E\u2019 a questo punto che sarebbe  partito il colpo mortale che raggiunge Aziz Amiri al torace. Per Aziz  ancora pochi attimi, poi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare. Nella Peugeot  verranno rinvenute alcune dosi di cocaina. Ma nessun\u2019arma.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 successo veramente quella  notte del 6 febbraio 2010 a Mornico al Serio, tanto da aver attirato  l\u2019attenzione del Dipartimento di Stato americano? Oltre all\u2019indagato e  al suo collega, solo un uomo conosce oggi tutta la verit\u00e0 dei fatti. Ma \u00e8  irreperibile. Prima dell\u2019arrivo dei soccorsi infatti, il marocchino  alla guida della Peugeot, amico di Aziz ed unico testimone oculare  dell\u2019omicidio, riesce inspiegabilmente a darsi alla fuga a piedi. Cosa  ha impedito a due militari armati di trattenere un uomo solo, rimasto  chiuso in una vettura bloccata?<\/p>\n<p>E\u2019 forse anche a partire da questi  dubbi che il Dipartimento di Stato americano chiede ora all\u2019Italia di  fare chiarezza sul caso. E sono proprio questi interrogativi che  tormentano da oltre un anno la famiglia Amiri, che si aggrappa ora alla  tenue speranza che la giustizia italiana voglia far piena luce  sull\u2019omicidio del giovane Aziz.<\/p>\n<address>http:\/\/bgreport.org\/?p=3514&amp;utm_medium=facebook&amp;utm_source=twitterfeed<\/address>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli avvocati: no all&#8217;archiviazione per la morte di Aziz. Il rapporto del Dipartimento di Stato Usa: &#8220;Omicidio controverso&#8221;. La tragedia di un anno fa nel Bergamasco finisce nel rapporto americano sui diritti umani MORNICO AL SERIO (Bergamo) &#8211; Un &#8220;omicidio controverso&#8221;. 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