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Bookfair 2024

13, 14 e 15 dicembre 2024

Programma completo

Cosa presenteremo

Antonio Senta

Pane e rivoluzione. L’anarchia migrante (1870-1950)

Elèuthera, Milano, 2024, 200 pp.

«Nostra patria è il mondo intero» non è solo il verso di una notissima canzone anarchica ma è anche l’icastica affermazione di quell’ideale cosmopolita che permea tutta la storia del movimento anarchico italiano. Una storia fatta di esilio, emigrazione forzata, frontiere violate e deportazioni, ma anche e soprattutto di una pratica quotidiana tesa a realizzare – a qualsiasi latitudine – quel mondo di liberi e uguali che è il cuore pulsante della diaspora anarchica.

Tra il 1870 e il 1950, milioni di italiani emigrano in tutto il mondo in cerca di una vita migliore. Fra di loro, proletari tra proletari, ci sono anche molti anarchici spinti a partire per una ragione che non è solo economica ma politica: sottrarsi a una persecuzione senza esclusione di colpi. Arrivati nei paesi di destinazione, gli anarchici della diaspora – spesso doppiamente discriminati: in quanto migranti e in quanto sovversivi – danno vita a una fitta rete transnazionale che alimenta i movimenti operai locali, pur mantenendo vivo un rapporto privilegiato con l’Italia, la «patria» linguistica e culturale con cui avranno sempre stretti legami. Dall’Europa alle Americhe, dal bacino mediterraneo all’Australia, Senta racconta le traiettorie di vita di questi «refrattari» – e delle tante «refrattarie» – che in un mondo dilaniato dalle guerre nazionaliste non abbandoneranno mai il sogno internazionalista di una fratellanza universale. Ed è proprio da queste storie individuali, uniche eppure straordinariamente simili, che emerge una grande storia collettiva fatta di scioperi, lotte e rivolte, ma anche di cooperative, scuole libertarie, circoli culturali, osterie e convivialità. Pane e rivoluzione, appunto.

 

frame dal filmato

Noi non archiviamo

Proiezione del filmato

Nel marzo 2020 le rivolte dei detenuti in risposta alle condizioni detentive rese ancora più invivibili dalla scellerata gestione pandemica travolgono le carceri di tutta Italia. La repressione di quelle rivolte diventerà la più grande strage carceraria della storia repubblicana. Sedici morti, di cui nove nella Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena. Ma quel carcere uccideva prima e ha continuato a uccidere anche dopo l’eccidio dell’8 marzo. “Noi non archiviamo” racconta la storia di Alin, Fabio e Mehdi assassinati dal Sant’Anna nell’indifferenza generale con cui il carcere esercita il suo diritto di uccidere, dando voce alle loro famiglie e ai solidali che da fuori lottano perché quelle morti non siano dimenticate e per un mondo senza galere.

 

Copertina libro

Sante Notarnicola

Con quest’anima inquieta

Edizioni Lyriks, 2023, 190 pp.

Uscita per la prima volta nel 1979 per Edizioni Senza Galere di Torino, la raccolta Con quest’anima inquieta inaugura l’esordio pubblico di Sante Notarnicola come poeta. Nel mondo editoriale Notarnicola era già noto: nel 1972 uscì per Feltrinelli L’evasione impossibile, libro in prosa autobiografico che, per lo spessore dell’analisi socio-politica e per le vicissitudini esistenziali dell’autore, divenne uno dei testi fondamentali del movimento di contestazione che infiammava le piazze a partire dagli anni Settanta.

L’espressione artistica e politica d’elezione di Sante resta comunque la poesia, che ha continuato a frequentare per tutta la vita: alla prima raccolta del ‘79 ne seguiranno altre, tutte ristampate nel tempo. Con quest’anima inquieta è l’unica rimasta finora fuori catalogo. Le poesie in questa nuova edizione sono state comparate con le versioni manoscritte presenti nei quaderni dell’Archivio Sante Notarnicola, revisionando quelle su cui l’autore è ritornato nel tempo apportandovi piccole varianti. Per alcune non è stato possibile individuare il giorno esatto della data di composizione. Abbiamo inserito alcuni manoscritti ritrovati in una vecchia copia della prima edizione in suo possesso ricca di aggiunte, riscritture, correzioni, nuove poesie nei margini bianchi. Segni che testimoniano come per lui la poesia fosse materia viva e pulsante, soggetta a ripensamenti che il tempo gli suggeriva, in un colloquio continuo con sé e con il mondo. Sono presenti inoltre alcune “veline” di poesie (alle pp. 6 e 168-169), dattiloscritte per la prima pubblicazione, che testimoniano quanto Sante non fosse un poeta solitario. I suoi versi passavano di mano in mano, da quelle recluse a quelle libere, poesie destinate a circolare anche fra le sbarre, per poi essere restituite e vissute.

Il nostro tempo è altro rispetto a quello in cui queste poesie sono nate, mentre l’intensità che esprimono trascende la contingenza facendo rinascere oggi il desiderio di raccoglierle ancora una volta per essere vissute da nuove mani.

 

Copertina fronte umano

Collettivo Terra e Libertà

Dal fronte umano. Vol. I

Edito dal Collettivo Terra e Libertà, Rovereto, 2024, 44 pp.

L’opuscolo raccoglie i primi quattro numeri del foglio “Dal fronte umano”.

Per sbarrare la strada alla nostra sostituzione da parte delle macchine dobbiamo sia attaccare la furia predatoria della logica tecno-mercantile, sia scarcerare dalle gabbie cibernetiche le nostre vite, la nostra sensibilità, il modo in cui guardiamo la natura. Quando l’estrattivismo punta direttamente ai corpi, alla coscienza e al linguaggio, in gioco è la definizione stessa dell’umano. Per questo abbiamo così bisogno di una cosmovisione altra rispetto a quella del capitalismo e della sua scienza; per questo abbiamo bisogno di collegare, idealmente e praticamente, la nostra resistenza contro i paradisi tecnologici alle rivolte che scoppiano negli inferni su cui si fondano. Alcune comunità indigene della Colombia, che si stanno riprendendo con la lotta le terre su cui vivere, hanno lanciato il fronte umano. Il più paradossale dei fronti: quello composto dai poveri e dai disertori di tutti gli Stati e di tutte le tecnocrazie. Un fronte chiamato a realizzare il più antiprogrammatico dei programmi: lasciare la presa. Su noi stessi, sui nostri simili, sugli animali, sulle piante, sulla Terra. Distruggere la distruzione dell’umano, sabotando i suoi laboratori, fermando i suoi avanguardisti e smascherando i loro servitori.

 

Copertina fronte umano

Jacques Luzi

L’intelligenza artificiale serve innanzitutto a fare la guerra

Edito dal Collettivo Terra e Libertà, Rovereto, 2024, 16 pp.

Nata in ambito bellico, l’IA serve innanzitutto a fare la guerra. Il Pentagono lancia esplicitamente un nuovo Progetto Manhattan per l’Intelligenza Artificiale in chiave militare, mentre il partito-Stato cinese gli risponde con il MDPW (Multi-Domain Precision Warfare). Nel frattempo, in Ucraina si accelera la robotizzazione dei sistemi d’arma e di comando, mentre a Gaza si compie il primo genocidio automatizzato della storia. Dalla produzione automatizzata alla finanza ad alta frequenza, dalla disseminazione di telecamere e sensori nelle città all’agricoltura digitale, passando per l’ingegneria genetica applicata ai campi e ai corpi, quello che i complessi scientifico-militar industriali stanno conducendo è una guerra generalizzata al vivente e a ogni forma di autonomia individuale e comunitaria. Contro l’artificializzazione della vita, la terra. Contro la schiavitù connessa, la libertà.

 

Antiautoritari di Valtellina

“fogli eRetici”

Quattordici numeri pubblicati tra il 2021 e il 2024.

In un mondo in cui la comunicazione avviene ormai quasi esclusivamente tramite mezzi digitali, la scelta di pubblicare e diffondere un foglio cartaceo è di per sé interessante. La spinta a fermarsi e riflettere su un foglio di carta, così come le occasioni di confronto che possono scaturire da una distribuzione diretta, sono momenti importanti, possibilmente forieri di spunti, conoscenze e, perché no, nuovi percorsi di lotta.

Da alcuni anni in Valtellina viene pubblicato l’aperiodico libertario “fogli eRetici”: la nascita e la diffusione di una pubblicazione simile su un territorio come quello valtellinese può forse fornire spunti interessanti a tutti coloro che, sui propri territori, cercano costantemente di spingere a un pensiero critico, tenendo accesa la fiamma della rivolta.

 

Copertina Nel cuore della bestia

Stefano Giaccone, Marco Pandin

Nel cuore della bestia. Storie personali nel mondo della musica bastarda

Seconda edizione, 2024, dopo l’esaurimento della prima edita per Zero in Condotta nel 1996.

Adesso che il 1984 è acqua passata, ci si ritrova con le stesse convinzioni: che il Punk, nonostante sia finito com’è finito, non sia stato soltanto un’occasione per fare un po’ di casino o per stupire e scandalizzare i passanti, ma un sogno dove, a proposito e a sproposito come in tutti i sogni, si è respirata l’aria frizzante e pura dell’Anarchia.