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Testo del volantino distribuito al corteo contro Monti

Il migliore dei mondi possibili, come si proclama quello capitalista, non promette più nulla, ma pretende tutto: la guerra infinita, una devastazione irrimediabile del pianeta, la povertà imposta alla maggior parte dei suoi abitanti.
Ormai tutti possono costatare che la vita è condannata a mera appendice della merce, fatto che ci riguarda più di ogni chiacchiera sulla crisi o presunta tale.
Una parola, crisi con cui ci martellano le orecchie, per fare passare la ristrutturazione su un tappeto di rassegnazione e renderci ancora più schiavi.

Ma siamo disposti a farci fregare?
Quelli che non ne hanno voglia sono sempre di più, non gli va giù l’idea di star buoni di fronte alla prospettiva di una vita ogni giorno più di merda.
Chi non chiede un futuro, si prende il presente.
Non delega allo stato la soluzione delle catastrofi, della “crisi”, ma autorganizza la solidarietà.
Non accetta deserti di cemento in cambio dello sviluppo, difende il territorio con l’azione diretta.
Non presidia simbolicamente i templi della finanza, inizia a svuotare risolutamente i templi della merce.
Non si accampa indignato in una gelida piazza, occupa la casa che gli serve per vivere ed organizzarsi.
Non vuole “uscire dalla crisi” del capitalismo, bensì renderla irreversibile!
Non si accontenta di rare fiammate di vita: si ingegna per appiccare un incendio permanente.
Abbiamo scelto da che parte stare: con la vita contro la merce, con la libertà contro il dominio, con l’azione diretta contro la delega!
Facciamola finita con questa società diseguale e razzista!
Anarchiche/ci della Malpensata

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